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Italia a rischio sismico: ecco come affronta questo pericolo

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Secondo la Protezione Civile, la penisola Italiana possiede una pericolosità sismica non irrilevante. I dati ci comunicano che le Regioni nelle quali si potrebbero verificare movimenti tellurici con maggiore probabilità siano principalmente l’Abruzzo, la Campania, l’Umbria, il Molise ed il Friuli Venezia Giulia, che fanno parte della cosiddetta zona 1, ovvero la fascia con rischio più alto. A seguire, nelle zone 2 e 3, troviamo poi l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche, la Puglia, la Basilicata, la Lombardia, la Toscana, la Liguria ed il Piemonte, territori comunque esposti al pericolo ma con minori possibilità di essere colpiti da sismicità.

Ciò che non tutti sanno, però, è la motivazione per cui alcune zone vengono definite più a rischio rispetto ad altre. Partiamo dall’alto, Il Nord-est è una zona ad alta pericolosità, questa è causata dall’estrema vicinanza delle due placche della crosta terrestre che si urtano tra di loro e potrebbero generare terremoti. Per quanto riguarda invece l’Appenino centro meridionale, la motivazione è da ricercare nella placca adriatica che spinge sostanzialmente verso est -verso i Balcani- fino ad avanzare verso Nord, introducendo, anche qua, la possibilità di generare attività sismiche.

Non esiste nessun mezzo attraverso il quale l’uomo sia in grado di bloccare un movimento tellurico, esistono però delle modalità per mezzo delle quali si può prevedere un terremoto e proteggersi da questo. Anzitutto le zone a rischio dovrebbero essere dotate di strutture che possano affrontare forti attività sismiche senza subire danni -o quasi-. L’importante lavoro che viene richiesto di fare è proprio quello di aiutare, le regioni più esposte, a far fronte a questo tipo di eventi naturali attraverso la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici più antichi che non reggerebbero le scosse. In primis gli istituti scolastici e le strutture ospedaliere. 

Proprio per questo il Governo ha lanciato il decreto del Sismabonus, una detrazione fiscale sulle spese sostenute per la realizzazione di questi interventi.

Di Francesca pandolfi

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