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Bologna e l’Emilia-Romagna contro la Schlein

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Elly Schlein c’è o non c’è? In certi casi l’assenza si nota più della presenza ed è quanto accaduto alla segretaria del Partito democratico, peraltro ex vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.

L’alluvione, che ha devastato diversi territori romagnoli, imponeva alla nuova leader del Pd una partecipazione assidua, battente. Non è dato sapere se si sia mossa prima per dare una mano o portare la sua solidarietà, ma resta il fatto che solo dopo diversi giorni di assenza mediatica la Schlein è riapparsa nei luoghi del disastro. E questo non ha fatto altro che alimentare ancor di più gli scetticismi di chi, nel mezzo di un partito diviso come quello Dem, non la reputa adatta al ruolo che le è stato assegnato dalle elezioni primarie.

Per citarne una, l’ex Ministro Pd, Paola De Micheli, ha raccontato di come il sindaco dem di Piacenza, Katia Tarasconi, in una riunione dei giorni scorsi con i colleghi del territorio, avrebbe ritenuto “sconcertante” l’assenza della segretaria, un sentimento diffuso in tanti esponenti del partito.

Negli ambienti Dem si ipotizza che i motivi per i quali Elly Schlein ha deciso di stare un po’ all’oscuro sarebbero legati alla volontà di non oscurare la presenza costante del presidente della Regione, nonché suo avversario nelle primarie, Stefano Bonaccini. Ma anche questo racconterebbe di come i rapporti interni al partito siano delicati.

Le polemiche riguardanti Elly Schlein non finiscono all’interno del Pd.

A Bologna, la sua città, un murale la critica apertamente. Nella street art la Schlein è stata ritratta sorridente con abiti di marca e poi ci sono alcuni giornali dai quali spunta la foto del governatore Stefano Bonaccini, come se l’artista volesse rimarcare la volontà di indurre i “dem” ad una riflessione politica sulla propria identità partendo dall’alluvione che il mese scorso ha funestato la Romagna.

Il messaggio sembra poi suggerire una seconda chiave di lettura: la sinistra deve tornare a fare la sinistra, perché solo in questo modo Elly Schlein e compagni possono sperare di riconquistare la fiducia dell’elettorato. L’artista livornese non ha risparmiato altre “stoccate” al Pd emiliano, in merito agli avvenimenti delle ultime settimane legati al maltempo che ha colpito e danneggiato la regione, per questo ha spiegato: “Non ci interessa tanto la politica, quanto invitare a una riflessione. Più se ne parla, più si mettono in condizione le persone di capire cosa è successo. Abbiamo scelto Elly Schlein data la sua forza mediatica: sembra quasi interessarsi più alle copertine patinate, e all’estetica, che al resto. Il problema che è venuto fuori è questo: se avessero speso i soldi, o li avessero indirizzati nel modo giusto, magari questa tragedia si poteva evitare. Anche se con madre natura non si sa mai sembra quasi che la presenza, o la passerella, delle istituzioni sul campo sia stata dettata da esigenze di immagine politica più che da un concreto aiuto alle situazioni di bisogno sul posto. Serve un cambio di rotta, meno glamour e più sostanziale, sembra l’unico possibile per ristabilire un diretto rapporto non soltanto con l’elettorato, ma con un intero territorio”.

Una scritta su un muro vale tanto quanto il parere di chi la fa: zero o giù di lì, ma in sostanza però c’è molto di più. In effetti un murale in pieno centro di Bologna per irridere Elly Schlein dopo la sua nomina a leader del Pd, qualcosa vorrà pur dire, specialmente in una città definita come la capitale morale della sinistra. Da non dimenticare poi che la Schlein è stata vicepresidente dell’ Emilia-Romagna sino allo scorso ottobre ed è da lì che proviene: Bologna è casa sua, mentre ora è proprio la sua città a criticarla. Tutti questi sono dei segnali ben chiari ed utili per far capire alla Schlein, e non solo, che qualcosa sta cambiando, o forse è già cambiato.

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