L’Italia di Mancini, un fallimento totale che nessuno tocca

domenica, 18 Giugno 2023
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Sono passati 2 anni dal mitico Europeo 2021 e dall’indimenticabile finale di Wembley, dove l’Italia ha battuto gli inglesi a casa loro. Ad oggi, sembrano essere passati decenni da quella formazione che è arrivata sul tetto d’Europa, una squadra brutta da vedere, fuori forma e vecchia nel modulo e nei giocatori. L’Italia di Mancini sembra un fallimento totale nell’ultimo periodo, con l’ennesima sconfitta contro la Spagna in semifinale di Nations League e il disastro nelle qualificazioni per il mondiale, prendendo gol nel finale di partita contro la Macedonia. Nonostante ciò, l’Italia ha battuto l’Olanda per 3 a 2 nella partita valida per il terzo posto, conquistando il gradino più basso del podio della Nations League.

Il linguaggio del corpo del Mister parla chiaro: svogliato e costantemente deluso da una formazione che lo appoggia ancora ma che in campo passeggia e guarda lo stradominio dei giovani spagnoli. In poche parole, nel panorama calcistico della FIGC serve un ricambio generazionale sia nella dirigenza, sia nella squadra.: Bonucci è un ex giocatore, lento e macchinoso, che non gioca oramai neanche in una Juventus distrutta da scandali e infortuni.; Ancora, Jorginho, Immobile e Verratti sembrano aver fatto il loro corso, convincendo ancora nei club ma deludendo costantemente nella Nazionale.

Ma il vero problema è la permalosità del mister. Ovviamente non è un giocatore che cambia la squadra, ma la testardaggine di Mancini nel non convocare Zaccagni per trascorsi non proprio felici tra i due non fa che danneggiare l’Italia. Il laziale è un giocatore veloce, intelligente e cruciale nel portare i biancocelesti in Champions League. Al contrario, fa storcere il naso la convocazione di Nicolò Zaniolo, giovane di grandi speranze ma che a detta di molti ha la stessa testa di Balotelli: dunque, ingestibile.

Naturalmente, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Mancini ha provato a portare giovani importanti in nazionale: Frattesi, Gnonto e l’oriundo Retegui sono tutti grandissimi giocatori, che sia nei propri club sia nella nazionale hanno fatto ottima figura, con addirittura il tesserato del Sassuolo che è andato in gol nella partita contro l’Olanda. Certo, vedere Tonali, centrocampista chiave del Milan e possibilmente uno dei migliori d’Europa, convocato per l’europeo Under 21 e non scendere in campo con la nazionale maggiore fa riflettere. Soprattutto se si pensa a giocatori come Pedri e Gavi che a 18 e 20 anni sono oramai al centro del progetto di ricostruzione della nazionale Spagnola.

Quindi, cosa aspetta la FIGC a cambiare allenatore? Non si sa. La nazionale è inguardabile e non riesce a mantenere una striscia di risultati positivi per più di 2 / 3 partite. Dopo la vittoria dell’Europeo possiamo ormai dire che il progetto Mancini è finito. Difatti, nelle ultime 13 partite l’Italia ha ottenuto i 3 punti solamente in 6, pareggiando due volte e uscendo sconfitta 5 volte contro Inghilterra, Spagna, Austria, Germania e Argentina. L’unica mossa per sperare in un buon risultato ai prossimi europei e mondiali (2024 i primi, 2026 la Coppa del Mondo) appare quella di chiamare un nuovo CT, che magari riesca a far crescere i giovani e creare una nuova generazione dorata come quella del mondiale 2006. Fortunatamente i talenti non mancano: Casadei, i già menzionati Tonali, Frattesi e Scalvini sono solo alcune delle nuove stelle del panorama italiano, eppure, per qualche motivo, nessuno ha speranze in questo nuovo ciclo, che puó nascere solo dopo l’addio di Mancini.

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