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Italia: il cibo come traino del Paese

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Se ti dicessimo che il cibo italiano più amato dagli stranieri non è la pizza e nemmeno la pasta, ci crederesti?

Che la nostra cucina sia un motivo di vanto nel mondo non è di certo un mistero o una novità. Ed è proprio la gastronomia, parte del patrimonio turistico immateriale, ad aver permesso all’Italia di confermarsi come leader del turismo enogastronomico nel 2023.

Tutti pensavamo che fossero pasta e pizza i piatti italiani più amati ed apprezzati dagli stranieri, ma non è così. La classifica stilata dalla Soft Living Places, la catena alberghiera italiana gestita dall’imprenditore Salvatore Madonna, ha messo in discussione le nostre convinzioni.

Ma come è possibile?

In realtà si spiega tutto proprio nelle abitudini alimentari che caratterizzano e differenziano l’Italia dal resto del mondo. Se per noi il primo è sempre sacro e un piatto di spaghetti anche in bianco va consumato quotidianamente o diventa persino il piatto per eccellenza da consumare a mezzanotte dopo una serata in compagnia, nel resto del mondo la pasta è più un optional che una regola.

Insomma sono altri i piatti forti e tipici e sono questi il motivo per cui quando i turisti vengono nel nostro Paese apprezzano maggiormente tutte quelle preparazioni difficili da trovare al di fuori dei confini italiani.

Ma quali sono i cibi italiani più amati dagli stranieri? 

  1. Al primo posto c’è la specialità ligure per eccellenza: il pesto alla genovese, amato dal 18% dei turisti stranieri. Ebbene sì, il cibo italiano più amato è proprio il pesto, tant’è che è stato candidato anche a patrimonio UNESCO, proprio come la pizza che già fa parte del patrimonio culturale intangibile dell’umanità.
  2. Con il 16,5%, al secondo posto troviamo la regina della riviera, la piadina romagnola. Irrinunciabile,  infatti, per i turisti tedeschi e russi che ogni estate affollano le coste dell’Adriatico.
  3. Con il 14%, aggiudicandosi così il terzo e ultimo posto sul podio, c’è la mozzarella di bufala, amatissima da americani e inglesi.
  4. Al quarto posto una piccola quanto preziosa sorpresa gastronomica, soprattutto per i turisti cinesi. Con il 12,5% troviamo il tartufo bianco d’Alba, che sembra essere diventato il gioiello della corona per primi e secondi.
  5. Continuando a scorrere la classifica troviamo al quinto posto la fiorentina con il 10%, preferita in particolare da inglesi e nord europei.
  6. Rimanendo sempre nel comparto carni, gli stranieri tra il cibo italiano preferito, inseriscono al sesto posto lo speck, con l’8% del gradimento. Tantissimi infatti i turisti al di là del Brennero che arrivano nei negozietti altoatesini per gustarlo e acquistarlo.
  7. Passando invece al pesce, al settimo posto con il 7% troviamo l’inconfondibile gambero rosso di Mazara, irrinunciabile per sudamericani e olandesi.
  8. L’ottavo posto con il 5% è tutto per le lenticchie di Castelluccio. Non solo per l’alta qualità del prodotto, ma anche per visitare la famosa meta turistica nel momento della fioritura multicolore sulle colline umbre e marchigiane.
  9. A ricoprire il penultimo in classifica c’è un altro prodotto particolare e dal gusto potente, la bottarga di muggine con il 3%. Questa infatti è prediletta dai turisti russi, forse per confrontarla con il loro caviale.
  10. In ultima posizione infine, troviamo il pane di Altamura con il 2%. Dai turisti scandinavi, in particolare, è molto apprezzato il suo sapore e la caratteristica della sua lunga conservazione.

Inevitabilmente, da Nord a Sud, ogni regione italiana ha un suo piatto tipico che attira ogni anno tantissimi turisti da ogni parte del mondo. Perché mangiare le pappardelle al ragù in Emilia Romagna, la carbonara al centro di Roma, l’amatriciana ad Amatrice, o uno spaghetto alle vongole guardando il mare sbrilluccicante della Sardegna, sono delle esperienze che vanno ben oltre la semplice cucina.

Questo si può notare anche nel Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2023 e dai suoi risultati, infatti è emerso che sono proprio i piatti tipici delle regioni italiane ad essere le eccellenze del territorio. Roberta Garibaldi, Presidente dell’associazione italiana turismo enogastronomico, ha dichiarato: “Il cibo italiano, i prodotti e le specialità enogastronomiche, sono tutti potenti strumenti di marketing territoriale in grado di promuovere una destinazione, oltre che essere un elemento chiave attorno cui costruire l’offerta turistica. Dall’indagine è emerso un quadro eterogeneo, con regioni che possono sfruttare questa riconoscibilità attraverso le proprie tipicità per accrescere l’attrattività come meta enogastronomica”.

La Garibaldi ha poi concluso: “L’alto interesse dei turisti, l’offerta eccellente del nostro Paese, la crescita attesa per il turismo dei prossimi anni ci regala un incredibile tris di assi per il prossimo futuro. La sfida, ad oggi, è di trasformarlo in un poker, lavorando sui fattori per fare esplodere le potenzialità italiane.”

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