Salvini, luci e ombre del decreto “Tolleranza zero”

mercoledì, 12 Luglio 2023
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“Tolleranza zero”, il nuovo disegno di legge presentato dal Ministro Salvini ed approvato al Consiglio dei Ministri, in materia di riforma del codice stradale, sembra aver aperto un vaso di pandora in tema di critiche. Perché?

 

Innanzitutto, come già spiegato in conferenza stampa dal Ministro stesso, la riforma andrà a toccare vari punti del Codice attuale in un’ottica stringente e per nulla tollerante. I punti cruciali sono alcol, droghe in generale, telefonino alla guida e limiti di velocità, mentre la ratio generale consisterebbe, in breve, nel ritiro immediato della patente. Come ripetuto più volte in conferenza stampa, infatti, la drastica misura si applicherà idealmente alla maggior parte delle comuni violazioni attualmente punite con multa e/o punti sul documento.

 

Terrorismo psicologico sugli automobilisti? La fetta più sostanziosa delle critiche sembra puntare proprio questo aspetto.

Non possiamo sicuramente parlare di una proposta libertaria o fanaticamente scientifica, sembrerebbe piuttosto corretto parlare di una riforma puramente politica. Che i fatti di Casal Palocco abbiano rappresentato l’attesissimo espediente per una stretta mortale sulle droghe leggere? Ebbene, nonostante la sensazione fosse nell’aria, “tolleranza zero” sembra riservare il meglio proprio per alcol e droghe, confermando agli occhi di molti la presunta natura ideologica del decreto. Previsto il ritiro della patente fino a tre anni se il conducente dovesse risultare positivo al test salivare o all’etilometro.

Le incongruenze? Numerosissime, a partire dalla sospettata natura anti scientifica del provvedimento. Il test salivare, infatti, raccoglierebbe qualsiasi traccia di sostanze illegali (rilevabili anche a settimane di distanza) prescindendo completamente dell’attualità dello stato di alterazione ed accomunando senza scrupoli droghe leggere e pesanti. Per il tasso alcolemico vale lo stesso, 0g/l come unico valore tollerato, con tanto di obbligo di installazione (a proprie spese), di un dispositivo che impedisca l’avviamento del motore in caso di rilevamento positivo di ogni grado.

 

Il centro focale della regolamentazione stradale dovrebbe essere la sicurezza, reale, ragionevole e razionale. Non c’è spazio per politica, ideologia o dimostrazioni di forza. Per questo motivo attorno al decreto “tolleranza zero” l’incertezza sembra fare da padrona, come se agli occhi dei cittadini, la parola tolleranza si leggesse “credibilità”.

 

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