Le lezioni dei radical chic hanno stufato. Hanno sempre una reprimenda da dire e da fare i progressisti-liberal o almeno ne danno l’impressione. Prima, durante e dopo. Come la giri la giri, loro fanno sì anche le stesse cose che fanno altri, ma le fanno “diversamente”, con idee originali anche se i fatti sono magari banali, con parole grandi e auliche anche se nascondono senso pratico, con ribellione anche se sono nel solco classico.
Le loro contraddizioni infatti sono celestiali, i loro “errori” perfetti, la loro idea di sessualità vera, indietro sono tutti quelli che percorrono altre strade che non siano così immaginariamente suggestive.
I loro moralismi, i loro interessi, i loro assoluti non appaiono molto relativi?
Del mondo radical chic non si riescono più a sopportare le ipocrisie pompose, il non accettare – loro per primi – il bianco e nero della vita, ma doverlo per forza ricondurre a una santità di pensiero sempre pura, sempre perfetta.
Sono uguali e contrari ai reazionari che tanto criticano, perché assolutizzano anche loro le proprie idee in nome di una perfezione che non c’è. Non sono umili, non sono i perdenti di Pasolini, ma gli piace molto parlare (parlano parlano parlano molto) di persone così per poter dire quanto sono buoni? Ma anche se fosse, i buoni sono buoni a spese loro, i buonisti a spese altrui (lo Stato deve… gli altri dovrebbero…).
Sono maestri di vita, peccato che la vita non gli obbedisca e faccia i suoi giri e di continuo li ponga di fronte anche ai loro limiti intellettuali. Perché siamo tutti limitati.
E se si sposano come tutti i comuni mortali? Devono giustificare una scelta d’amore dicendo che non avrebbero voluto, ma questo sistema bastardo li ha costretti. Ma l’amore non è mai scandaloso no? Ce lo hanno insegnato loro perché noi non lo sapevamo. E quindi… auguro anche a tutti loro di liberarsi sempre più.
P.s. E sì esistono altre strade. L’unione civile per esempio. Dal punto di vista economico, matrimonio e unioni civili sono equiparati.


