Scende ancora nella prima metà del 2023, il tasso di natalità in Francia.
Nei primi sei mesi di quest’anno sono nati 24.000 bambini in meno rispetto allo stesso periodo del 2022.
Sono i dati pubblicati dall’INSEE (Istituto nazionale di statistica e studi economici) che mostrano un calo della natalità del 7%.
È il livello più basso dal 1994, primo anno di disponibilità di dati mensili in Francia, ad eccezione del periodo successivo all’inizio della pandemia.
Tra il 2006 e il 2014 si registrava un tasso di fertilità di 2 figli per donna. Dal 2015 è iniziato un costante calo e nel 2022 si è arrivati a 1,8.
Se la tendenza dovesse continuare si arriverebbe ad una percentuale di 1,67.
La diminuzione non è la stessa in tutto il territorio francese. I dati peggiori, con un calo dell’11%, sono in Occitania, e anche nell’Île-de-France, la regione di Parigi, in controtendenza si registra un aumento nei territori d’oltremare, Mayotte e Réunion.
Dal 1974 al 2022 l’età media di una madre al suo primo figlio è aumentata da 24 a 31 anni.
Però secondo una ricerca dell’INED (Istituto nazionale di studi demografici), questo “ritardo” non influiva sul numero di figli.
Oggi non è più così, ma gli esperti non ritengono si tratti di una tendenza inarrestabile.
Diverse sono le possibili cause del calo demografico e secondo Laurent Toulemon, il direttore dell’Ined , “Il calo della fecondità dei giovani è stato del tutto concomitante con la precarizzazione del mercato del lavoro”.
Quindi il motivo principale è la situazione economica che angoscia i futuri genitori di un Paese che, ricordiamolo, per quanto riguarda la natalità, ha una percentuale tra le più alte in Europa.
Ma anche il Covid con la crisi sanitaria e la guerra in Ucraina hanno contribuito alla decisione di rimandare la nascita di un figlio.
Il calo della natalità incide anche sul sistema pensionistico francese che, come in Italia, è a retribuzione quindi, le pensioni sono erogate grazie ai contributi di chi è in servizio.
Nel 1990 in Francia il rapporto era di quattro persone fra i 20 e i 64 anni per ogni over 65, nel 2018 questo rapporto era già sceso da 4 a 2,9.
Nel Paese la speranza di vita è pari a 82,4 anni.
Chi pagherà le pensioni?
Naturalmente ogni argomento è utile per alimentare lo scontro politico e attribuire la responsabilità al governo.
“Il tasso di natalità sta diminuendo perché le giovani coppie non hanno fiducia nel futuro – sostiene Patricia Chagnon-Clevers eurodeputata francese di destra – Oggi, con Macron, interi settori della società stanno crollando”.
Il prolungamento dell’età lavorativa, con l’aumento dell’età pensionabile a 64 anni approvato nei mesi scorsi tra mille polemiche e contestazioni, non aiuta le coppie che speravano in un aiuto dei nonni nell’organizzazione famigliare.
Il governo Macron nel 2017 aveva annunciato di voler aumentare il numero di posti degli asili nido a 30.000 ma nel primo quinquennio, ne sono stati creati solo la metà.
Recentemente Elisabeth Borne, il primo ministro si è impegnata per una soluzione al problema e inoltre ha dichiarato di voler aumentare lo stipendio degli insegnanti della prima infanzia.
Non si può certamente già parlare di emergenza demografica ma, sale la preoccupazione davanti a tante culle vuote.
Sofia Barilari



