Sesso e violenza: così gli adolescenti si bruciano la vita

sabato, 9 Settembre 2023
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A fine agosto, due ragazzine di 10 e 12 anni sono state violentate da un gruppo di adolescenti e da un 19enne al Parco Verde di Caivano, alle porte di Napoli. Qualche giorno prima, una ragazza di 19 anni ha accusato sette ragazzi di averla brutalizzata al Foro Italico di Palermo. Vicende sconvolgenti che si stanno ripetendo con inquietate regolarità, che non solo scuotono l’opinione pubblica, ma richiamano la politica ad un’assunzione di responsabilità dopo anni di colpevole evanescenza. I ragazzi oggi vivono una sessualità più aperta rispetto ai loro genitori. I comportamenti sono cambiati, forse troppo. E il fatto che vivano una sessualità fluida, talvolta violenta, non li emancipa, li brucia. Poi naturalmente incidono un contesto sociale degradato, la scuola in affanno, il fallimento della famiglia…

«Ci stupiamo e inorridiamo dinanzi a situazioni estreme come le violenze o stupri di branco – ha commentato lo psichiatra e saggista Paolo Crepet – ma parliamo mai di sessualità con i nostri ragazzi? Di sessualità che comprende la sfera affettiva e delle emozioni? La sessualità oggi è vissuta senza desiderio. I ragazzi che frequentano giovanissimi i siti porno aumentano la fruizione ma finiscono col banalizzare il meraviglioso mistero del sesso. L’erotismo è scoperta, non fruizione. Troppo e troppo presto. Celebriamo la libertà sessuale uccidendo l’erotismo».

Il rapporto. La confusione giovanile, per così dire, su un tema così delicato come la sessualità è confermata dai tanti studi che in maniera più o meno tempestiva vengono condotti in seguito ai casi di cronaca più eclatanti. Per quattro giovani su cinque una donna può sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole. Ancora, uno su cinque crede che le ragazze possano provocare la violenza sessuale se mostrano un abbigliamento o un comportamento provocante. Uno su tre sostiene che molte persone che si identificano come non binarie/fluide/trans stanno solo seguendo una moda del momento. È quanto emerge dall’indagine “I giovani e la violenza tra pari”, condotta da Ipsos per ActionAid su un campione rappresentativo di 800 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni. La ricerca ha voluto “ascoltare” le opinioni degli adolescenti su cosa pensano sia la violenza, come reagiscono e si difendono da essa e quanto influiscono stereotipi di genere e pregiudizi sul loro vissuto. Non c’è accordo generale su quali comportamenti siano violenti e quali no, a riprova che esiste un forte divario di percezione rispetto a dove si annida la violenza e le conseguenze che ne derivano. «La proposta del ministro Valditara di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole superiori non può bastare: è necessaria una formazione obbligatoria co-progettata per docenti e studenti di tutti i cicli scolastici con personale esperto autonomo e laico, la presenza a scuola di tutor per la prevenzione e la gestione dei casi; vanno introdotti codici anti-molestia», dichiara Maria Sole Piccioli, Responsabile Education di ActionAid.

Perché si diventa oggetto di violenza? Al primo posto vengono indicate le caratteristiche fisiche (50%), poi l’orientamento sessuale (40%) e l’appartenenza di genere (36%). Non sempre i ragazzi e le ragazze che subiscono una qualche forma di violenza poi la denunciano. Il motivo principale è la vergogna nel raccontarlo al mondo adulto, seguita dalla paura a dirlo e l’inutilità della denuncia, timore di ulteriori minacce da parte dell’aggressore. Per l’80% dei giovani, quattro su cinque, è violenza toccare le parti intime di qualcuno senza il loro consenso, mentre uno su cinque non riconosce questa violenza. Al secondo posto è considerata violenza picchiare qualcuno, comportamento che registra il 79% dei consensi, in assoluto quello più citato dai maschi. Al terzo posto, con il 78%, fare foto e video in situazioni intime e diffonderle ad altre persone, soprattutto per le ragazze con 84% delle citazioni.

Il progetto. Youth For Love è un programma attivo da oltre quattro anni a livello italiano ed europeo, realizzato in Italia da ActionAid. Tra le scuole italiane protagoniste dell’ultima edizione ci sono l’istituto cine-tv Roberto Rossellini di Roma, il Centro di Formazione Professionale Paullo e l’istituto Oriani Mazzini di Milano. Youth For Love è attivo in altre dieci scuole tra Milano, Roma, Agrigento, Palermo, Siracusa e Reggio Calabria nell’attuale edizione realizzata attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano.

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