USA contro tutti, la nuova “guerra mediatica” tra turisti statunitensi e cittadini europei ha preso piede quest’anno come mai fino ad ora. Complici i social network, il turismo moderno, che porta milioni di influencer americani a documentare discutibilmente le abitudini del vecchio continente, e forse un pizzico di orgoglio in eccesso. Se queste sono le cause del conflitto, resta ancora da capire quale sia l’oggetto. La risposta però, si fa sempre più complessa.
La battaglia si gioca principalmente nella sezione commenti dei video pubblicati, ed è iniziata qualche anno fa, quando il fenomeno del turismo americano in Europa non era ancora questione di moda o tendenza. Con l’exploit di Tik Tok però, la storia è cambiata.
Ebbene sì, venire in vacanza in Europa, soprattutto se in Italia, è diventato un vero e proprio trend nel corso degli anni. I turisti, stupiti dalle nostre “strane” abitudini, dal buon cibo e dalla bella vita, sembrano essersi trasformati negli anni in una sorta di cacciatori di stereotipi. Da qui l’indignazione europea.
Ormai si parla di un vero e proprio conflitto culturale, scontro tra realtà agli antipodi. Il confronto era goliardicamente nato dalla curiosità statunitense verso le più peculiari abitudini europee, i cosiddetti “cultural shocks”. La permalosità, però, ha presto preso il sopravvento, portando alla creazione di vero e proprio “odio da tastiera”. Gli argomenti di scontro sono i soliti, ormai scontati: dalla carenza culinaria ed educativa d’oltreoceano, a questioni più serie come il sistema sanitario e la questione delle armi.
Non mancano insulti, linguaggio spiacevole e provocazioni anche al di fuori del mondo del turismo. Un altro bersaglio ricorrente, infatti, sono i video di cucina. Abbandoniamo per un attimo il concetto di turista americano in vacanza all’estero, con il potere dei social network, lo scambio culturale viaggia da remoto. Per questo motivo ad oggi, le videoricette rappresentano forse la tipologia di video più popolare dello scenario social, ma cosa succede quando il conflitto di cui si parlava si sposta su questo nuovo campo? Come facilmente intuibile, la situazione non migliora.
Questa volta siamo soprattutto noi italiani i promotori del risentimento. Di fronte ad un argomento a noi così caro come la cucina, la diffusione di ricette “rovinate” o comunque modificate in maniera non convenzionale da parte di cuochi amatoriali statunitensi e non, sembra rappresentare un colpo di mano imperdonabile. E l’odio continua.
La grande arena mediatica, potenzialmente casa della globalizzazione digitale e dello scambio culturale moderno, si sta quindi trasformando in un vero e proprio campo di battaglia. Alla curiosità americana stiamo rispondendo con un esagerato orgoglio patriottico. Quale sarà il prossimo punto di rottura?



