Caso Meloni-Giambruno: ecco gli schieramenti

domenica, 22 Ottobre 2023
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Nel corso del weekend, l’Italia si è tinta di gossip. Il caso Meloni-Giambruno ha infiammato il panorama social e primeggiato nei palinsesti televisivi. Ma come si schiera il mondo politico?

Prima un piccolo riassunto. Strike 1, Strike 2, Strike 3. Questa volta, per il giornalista di Rete 4 ed ex compagno della Premier Giorgia Meloni, non c’è più via di uscita. Negli ultimi mesi, il nome di Giambruno, è passato per la bocca di tutti, rigorosamente rimesso in carreggiata dalla Premier. Con l’ultima sbandata però, la situazione è cambiata. I fuori onda che Striscia la notizia ha scelto, seppur discutibilmente, di trasmettere, hanno incastrato l’ormai ex “first gentleman” in maniera irrecuperabile. Questa volta Giorgia Meloni è stata coinvolta in prima persona, una toppa non sarebbe bastata. Da qui la decisione drastica, con un post pubblicato sui suoi profili social l’annuncio è stato reso pubblico: la coppia si è separata.

Le prime reazioni vengono ovviamente dal mondo politico. In un’intervista a Repubblica, la sondaggista Alessandra Ghisleri ha dichiarato: “Dalla separazione con Giambruno Meloni esce rafforzata, la risolutezza porta consenso“. Infatti, il post della Premier sui social network ha scatenato una grande ondata di solidarietà da destra a sinistra.

La prima voce è stata quella di Carlo Calenda, leader di Azione ed avversario politico di Meloni. “Una vicenda sconcia” la definisce, segue un attacco diretto al comportamento del giornalista ed un messaggio di solidarietà alla Premier.

Seguono a ruota i post solidali di Matteo Salvini e Antonio Tajani. Se lo scalpore è nato dai fuori onda e dai capelli di Gianbruno però, un livello di analisi più serio lo hanno ricercato soprattutto le esponenti femminili dei partiti di governo e opposizione. Delle figuracce non si parla, la solidarietà a Meloni, per Bonetti e Gelmini, nasce dalla delicatezza che una situazione così intima acquisisce nel momento in cui viene resa pubblica. L’attacco alla scelta politica di Mediaset, le accuse di inciviltà e insensibilità. Il panorama politico femminile sembra unito su questo fronte.

Fa scalpore il silenzio di Elly Schlein, nessuna dichiarazione pubblica per lei anche se si ipotizza un dialogo privato. Parole dure anche da parte di Giuseppe Conte, che spara a zero sull’ipocrisia della destra italiana in merito all’idraulico di “famiglia tradizionale”. Una tirata d’orecchie imparziale, quantomeno, che non lascia tuttavia trapelare alcun messaggio solidale.

Dalla parte di Gianbruno? Il vuoto, poche dichiarazioni poi ritrattate, è un pericoloso terreno minato, quantomeno per il mondo politico. Il celebre conduttore della trasmissione radiofonica “La Zanzara“, Giuseppe Cruciani, invece, sembra una delle poche voci rimaste a supportare la legittimità dei gesti compiuti da Gianbruno contro la “cancellazione” del collega. Ultima voce di rilievo quella della collega Simona Branchetti: “In azienda si sa che è un burlone – e continua – Nessuno si è scandalizzato nel vederlo scherzare con le ragazze della sua squadra. Da qui a creare un mostro ce ne corre”.

 

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