Trentino e Monza, il mini-test elettorale di fine ottobre conferma il trend positivo del centrodestra. Il responso delle urne è favorevole, sia nelle elezioni relative alle Province Autonome di Trento e Bolzano sia in quelle supplettive in Brianza, dove c’era da reintegrare il seggio al Senato lasciato vacante dalla scomparsa di Silvio Berlusconi.
Giorgia Meloni ha motivo di sorridere perché questa, seppur piccola, prova elettorale dimostra che le recenti difficoltà incontrate dal governo sul fronte dell’inflazione e dell’immigrazione non incidono minimante sul consenso di cui gode la maggioranza. Sono risultati che, peraltro, risultano perfettamente in linea con i sondaggi elettorali. L’ultima rilevazione, effettuata da Quorum You/Trend per Sky Tg24 dimostra che il partito della premier torna a sfiorare il 30% (29,8) e che il centrodestra mantiene inalterato il suo vantaggio sugli avversari.
Per la premier è anche un motivo di soddisfazione personale dopo le amarezze che le sono state procurate dal fuorionda sulle poco eleganti esibizioni del suo (ormai ex) compagno Andrea Giambruno e dalla successiva decisione della Meloni di rendere pubblica la fine della sua relazione con il giornalista di Mediaset, con tutte le misere speculazioni politiche-mediatiche che ne sono derivate.
Al di là dei difficili giorni passati sul piano personale, Giorgia ha voluto subito rimarcare, a caldo, il successo della coalizione conseguito in Trentino affermando che «il centrodestra unito porta a casa un altro grande risultato».
Ma vediamo, nel dettaglio, l’entità di questo risultato. Il candidato del centrodestra, Maurizio Fugatti, è stato confermato presidente della Provincia Autonoma di Trento con il 51,82 per cento dei voti, staccando di 14 punti il candidato del centrosinistra Francesco Valduga. FdI trentina ha subito espresso la sua soddisfazione. «Con Fratelli d’Italia al governo l’autonomia è in cassaforte – ha sottolineato Alessandro Urzì, commissario del partito in Trentino -. Oggi facciamo un salto in avanti rispetto al passato. Portiamo il nostro valore aggiunto e il Trentino se ne accorgerà. Compreso la sinistra che ha perso la sua identità».
Egualmente importanti, non solo sul piano politico ma anche su quello morale, erano le supplettive di Monza, dove se la vedevano Adriano Galliani, per il centrodestra, e Marco Cappato per il centrosinistra. Il primo, che fu presidente del Milan “berlusconiano”, era grande amico del leader di Forza Italia scomparso. La sua candidatura era perfettamente coerente con la memoria e l’eredità politica del Cavaliere. Il secondo, esponente del Partito Radicale divenuto famoso (tristemente) come portabandiera dell’eutanasia, era appoggiato dal Pd di Elly Schlein, la quale s’era messa in testa di effettuare un braccio di ferro ideologico in una terra profondamente legata ai valori tradizionali come la Brianza.
Ebbene, il risultato dell’urna è stato nettamente favorevole a Galliani, il quale si è aggiudicato il seggio che fu di Berlusconi con il 51,46 % dei voti staccando Cappato di quasi 12 punti (39,53). Commosso il commento del vincitore. «Questa vittoria è dedicata a Silvio Berlusconi. In questo momento, i miei pensieri sono rivolti a Berlusconi, il mio maestro di vita. Ho in mente lui, 44 anni di vita insieme sono tanti. Si festeggia con moderazione, perché questo seggio era di Silvio. Avrei voluto che questo seggio restasse al mio maestro, alla guida della mia vita, al mio presidente».
Anche qui un motivo di soddisfazione personale, oltre che politico. Alla fine, dal Trentino e dalla Brianza, arriva uno stesso messaggio: né gossip né chiacchiericci vari riescono a scalfire l’immagine del centrodestra di governo. Per la Meloni è un indubbio motivo di sollievo. Ma anche la conferma che la calma e la prudenza, nella politica italiana, continuano a pagare. Almeno in questa fase.



