Il pasticcio di Valditara sulla Concia e le ipocrisie di destra e sinistra

lunedì, 11 Dicembre 2023
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L’unico dato certo è che la questione è stata gestita male ed è finita peggio, un disastro annunciato. Stiamo parlando del caso esploso in seguito alla nomina dell’ex deputata dem e storica attivista Lgbt Paola Concia nell’equiìpe nominata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per coordinare il progetto “Educare alle relazioni” rivolto a diffondere l’educazione all’affettività nelle scuole.

Il ministro di fronte alle polemiche che si sono scatenate all’interno della maggioranza, e della Lega in particolare, ha fatto marcia indietro certificando così il fallimento dell’operazione.

Un gran pasticcio, prodotto dalla pur legittima necessità di non lasciare alla sinistra il monopolio della lotta al patriarcato che è diventato un mantra in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin da parte dell’ex fidanzato. Poichè da più parti si è messa sotto accusa la scuola, responsabile di non educare alle relazioni e a rapporti sentimentali sani e responsabili e a non combattere gli stereotipi di genere, Valditara ha deciso di prendere in mano l’iniziativa e dimostrare alla sinistra che la destra non è affatto maschilista o patriarcale come Pd e soci continuano a sostenere e che non è necessario che a governare sia la sinistra per trasformare la scuola in una centrale educativa per ciò che riguarda la sfera affettiva e dei sentimenti.

Ma la nomina di Paola Concia? Siamo di fronte ad un “cedimento culturale” come denunciato fra gli altri da Daniele Capezzone? Più che di cedimento culturale forse in questo caso siamo di fronte a quel tradizionale e più volte evidenziato “complesso di inferiorità della destra” che la porta a cercare il plauso e il consenso della sinistra.

Ecco quindi entrare in gioco la strategia dell’equilibrismo politico tipico di certa destra, che in realtà abbiamo già visto in altre occasioni. Cosa sarebbe accaduto se oltre ad una religiosa, Suor Monia Alfieri, e ad un esponente del Family Day come Paola Zerman, ovvero due figure legate al mondo cattolico e alla difesa della famiglia naturale non ci fosse stata la Concia? La sinistra e il mondo Lgbt avrebbero gridato allo scandalo e accusato il ministro di voler indottrinare le scuole con un’educazione di stampo confessionale e omofobo. La nomina della Concia è stata dunque propedeutica a tranquillizzare la sinistra e gli Lgbt dando loro una sorta di contentito per dimostrare che l’educazione all’affettività targata Valditara non sarebbe stata comunque a senso unico, ovvero impostata unicamente sul rapporto uomo/donna e sulla promozione della famiglia naturale. E chi meglio della Concia, gay dichiarata, attivista Lgbt della prima ora, già parlamentare del Pd poteva svolgere il ruolo del garante? 

Peccato però che Valditara si sia dimenticato di informare la maggioranza di questa decisione e abbia soprattutto sottovalutato le prevedibili reazioni che si sarebbero sollevate da parte del mondo cattolico, specie quello più tradizionale, che non si è accontentato della presenza di suor Alfieri e della Zerman e ha letto la presenza della Concia come una provocazione. E alla fine al ministro non è rimasto che fare retromarcia, in pratica rinunciando a costituire l’equìpe e scontentando tutti. Eppure il precedente del patrocinio della Regione Lazio al Gay pride prima concesso, poi ritirato di fronte alle proteste del centrodestra e delle associazioni legate al Family Day avrebbe dovuto consigliare all’esponente del governo in quota Lega maggiore prudenza.

C’è da chiedersi: cosa sarebbe venuto fuori da questo coordinamento educativo considerando le distanze siderali fra le due esponenti cattoliche e la Concia? Come avrebbero potuto conciliare le visioni opposte circa i legami affettivi e le questioni legate al gender? Davvero l’educazione dei ragazzi può essere il prodotto di compromessi o di mediazioni fra chi sostiene che la famiglia è solo quella composta da padre, madre, figli, e chi invece ritiene che i figli sono di chi li cresce, non di chi li fa, e che per soddisfare un desiderio di maternità impossibile in natura (quello delle coppie omogenitoriali) è lecito anche andarli a comprare all’estero con il ricorso all’utero in affitto? Argomenti che non possono essere ignorati all’interno di un progetto educativo sull’affettività e pensare il contrario sarebbe quanto meno esempio di sconvo0lgente ingenuità.

Se da una parte il pasticcio di Valditara ha messo in risalto il nervo scoperto della destra, ovvero quello di avere timori reverenziali verso la sinistra e la paura cronica di imporre la propria visione culturale di società, di famiglia, di relazioni umane e sentimentali in un momento in cui tutti danno addosso “al maschio” e mettono sotto accusa il modello patriarcale diventato la causa scatenante dei femminicidi, dall’altro lato ha però avuto il merito di mettere a nudo l’ipocrisia di una sinistra che pretende passi avanti dalla destra sui diritti, ma poi quando li compie si indigna per paura di perdere le proprie rendite elettorali. La stessa Concia ha dichiarato di essere stata vittima anche dei massimalisti di sinistra che l’hanno accusata di essersi prestata ad un’operazione ideologica del governo Meloni. Forse perché la presenza della Concia ha impedito a Schlein e compagni proprio di poter accusare la premier e Valditara di indottrinare i ragazzi all’omofobia e al patriarcato?

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