Viterbo sede dell’antipapa? Il piano di Viganò contro Francesco

mercoledì, 24 Gennaio 2024
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Viterbo diventerà sede dell’antipapa?

Prende piede sempre più concretamente l’ipotesi che vede l’eremo di Sant’Antonio sui monti della Palanzana ospitare la comunità tradizionalista di monsignor Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti diventato il principale oppositore di Papa Francesco, oltre che il punto di riferimento di larga parte del mondo cattolico tradizionalista, il popolo della messa in latino che attacca Bergoglio fino a definirlo “emissario di Satana”.

Viganò fu nominato durante il pontificato di Benedetto XVI economo del Vaticano con l’incarico di mettere in ordine i conti della Santa Sede. Viganò scopri vari sprechi e operazioni poco trasparenti ma ben presto la sua opera di risanamento iniziò a dare fastidio e l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone si adoperò perché gli fosse assegnata la nunziatura in Usa. Un trasferimento che il diretto interessato non ha mai accettato opponendosi con forza alla decisione. Le sue lettere a Ratzinger in cui faceva nomi e cognomi delle persone che in Vaticano avevano complottato contro di lui finite nelle redazioni dei giornali diedero vita al primo scandalo Vatileaks.

Poi con l’avvento di Bergoglio è cresciuta l’opposizione di Viganò contro l’autorità papale specie dopo aver lasciato la nunziatura. Ha accusato Francesco di avere insabbiato le denunce di abusi sessuali contro il cardinale Theodore McCarrick e si è opposto al pontefice a livello politico, sostenendo apertamente l’ex presidente Trump, contrastando la campagna vaccinale anti COVID, ma soprattutto difendendo il tradizionalismo cattolico e combattendo i tentativi di modernizzazione della Chiesa.

Negli ultimi anni inoltre l’ex nunzio ha pubblicamente rinnegato il Concilio Vaticano II e ha promosso un ritorno alla Chiesa pre conciliare stringendo legami sempre più solidi con il mondo lefebvriano.

Pare che Viganò, come riportato dalla Nuova Bussola Quotidiana, sia stato recentemente riconsacrato vescovo da monsignor Richard Williamson, il vescovo inglese ordinato illecitamente da monsignor Marcel Lefebvre e poi espulso dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X nel 2012. Si tratta del vescovo che espresse pubblicamente posizioni negazioniste sull’ olocausto mettendo in serio imbarazzo Benedetto XVI nel momento in cui stava tentando l’avvicinamento con la comunità di Econe revocando la scomunicata ai vescovi consacrati illegittimamente da Lefebvre fra cui proprio Williamson.

Viganò, che non ha né confermato né smentito l’avvenuta riconsacrazione, è dunque con un piede sempre più fuori dalla Chiesa (se è vero che è stato riconsacrato potrebbe essersi scismato di fatto incorrendo nella scomunica latae sententiae) e ora punta a diventare il riferimento del cattolicesimo tradizionalista riunendo intorno a sé quanti ritiene essere vittima di persecuzioni da parte del “regime bergogliano”.

L’eremo di Viterbo sarà la sede di Exsurge Domine un’associazione fondata dallo stesso Viganò che “si impegna a provvedere all’assistenza, al sostegno e all’aiuto materiale di chierici, religiosi e laici consacrati che versino in condizioni di particolare difficoltà economiche e logistiche”. Ma anche di “difendere la tradizione immutata e incorruttibile della fede cattolica, conservare e promuovere la liturgia tradizionale, incentivare lo studio e l’approfondimento teologico e culturale dell’immenso patrimonio religioso, storico e artistico della cristianità, favorire occasioni di dialogo e d’incontro tra le diverse associazioni, esperienze o gruppi operanti nell’ambito della tradizione perenne della chiesa cattolica”.

Exsurge Domine inoltre sta creando il Collegium traditionis, “una struttura di vita clericale in comune da destinare a chierici e religiosi fatti oggetto delle epurazioni bergogliane”. Secondo l’associazione, la Chiesa di oggi “non tollera la tradizione: i rigidi, gli indietristi devono essere considerati affetti da un disturbo patologico e vanno estromessi dalla Chiesa. Poco importa se rimangono in mezzo alla strada, senza mezzi di sostentamento e senza alloggio. È giunta l’ora di organizzare una rete di sostegno e di resistenza per porre un freno a questa situazione disastrosa. Serve una formazione al sacerdozio solida e senza compromessi, e che sia economicamente autosufficiente per non dover temere ritorsioni vaticane”.

Una battaglia che però Viganò sembra combattere da solo visto che non trova appoggi da parte dei pezzi grossi del fronte conservatore, ovvero quei cardinali come Muller e Sarah che stanno portando avanti una dura opposizione al pontefice sul piano strettamente dottrinale, contrastando i tentativi di riforma ma puntando a combattere i modernisti dall’ interno e restando comunque nel solco dell’ obbedienza al Romano Pontefice.

Viganò non è riuscito neanche a costruire un ponte con quanti ritengono illegittima  l’elezione di Bergoglio dal momento che l’ex nunzio ritiene Benedetto XVI un modernista al pari di Francesco e non ha quindi potuto trovare un terreno comune con chi invece è rimasto fedele a Ratzinger, come don Alessandro Minutella e gli altri sacerdoti scomunicati per aver sostenuto la tesi  della non validità della rinuncia di papa Benedetto e della sede impedita. Anzi, per don Minutella Viganò altri non è che il miglior alleato di Francesco proprio perché, pur combattendolo duramente, ne legittima comunque la validità riconoscendolo come pontefice, eretico ma comunque legittimo. E in questo modo consentirebbe a Bergoglio di smentire le tesi minutelliane dimostrando come anche i suoi detrattori siano alla fine convinti della sua piena legittimità.

Insomma, alla fine Viganò rischia soltanto di creare l’ennesima setta scismatica all’ interno del mondo cattolico senza riuscire per altro a riunire quell’universo tradizionalista e sede vacantista che continua a camminare in ordine sparso.

Ad ogni modo c’è grande interesse intorno alla possibilità che Viterbo possa diventare la sede del dissenso bergogliano con tanto di collegio per la formazione di nuovi sacerdoti. Del resto da “Città dei Papi” a città dell’ antipapa il passo è breve.

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