Francia: femminicidi, novecento candele in ricordo delle vittime

“Stato colpevole, giustizia complice”, così recitavano i cartelli della manifestazione del movimento femminista francese “NousToutes” sceso in piazza a Parigi per ricordare le donne uccise dalla fine del 2017 ad oggi in Francia, cioè da quando Emmanuel Macron è presidente.

Con questa manifestazione “NousToutes” ha voluto richiamare l’attenzione del governo e dell’opinione pubblica contro la violenza di genere, un fenomeno sempre più dilagante e chiede provvedimenti più  efficaci.
Uno striscione lungo 15 metri con i nomi e le età delle vittime, è stato esposto nei pressi della Tour Eiffel e circa novecento candeline sono  state accese per commemorare altrettante donne,   venti delle quali sono state uccise dall’inizio di quest’anno.

Visti i numeri, l e accuse al capo dell’Eliseo sono di non aver fatto abbastanza.

Per quanto riguarda il femminicidio, la Francia si trova nella stessa situazione della maggior parte dei Paesi europei con tre vittime ogni tre giorni e i rapporti sugli omicidi domestici mostra che la maggior parte si sarebbe potuta evitare.
Infatti nel 65% dei casi si tratta di donne che avevano denunciato alle autorità il proprio aguzzino.
Tutte questi dati dimostrano “l’assenza di una reale volontà politica” : il governo non è in grado di mettere in atto un sistema e delle strategie per combattere la violenza contro le donne, sostengono gli organizzatori. ​
Il rapporto annuale sullo stato del sessismo in Francia dell’HCE, l’Alto Consiglio per l’uguaglianza tra donne e uomini organo consultivo francese indipendente, è preoccupante.

Ma non è solo il governo a essere criticato, lo sono anche le forze dell’ordine.

Le disparità riguardano diversi aspetti della vita delle donne.
Secondo un sondaggio il 93% degli intervistati ritiene che uomini e donne non siano trattati allo stesso modo e le disuguaglianze riguardano anche i salari.

Tutto questo incita i movimenti femministi alla protesta.

Qualcosa pare si stia muovendo.
Alcune misure adottate in Francia si stanno dimostrando cruciali nella prevenzione dei femminicidi e riguardano l’uso di tecnologie d’avanguardia come gli smartphone dotati di GPS, “téléphone grave danger” (TGD), collegati a un centro operativo attivo 24 ore su 24.
Uno strumento che garantisce una risposta rapida da parte delle forze dell’ordine.

Con un semplice tocco, le vittime possono segnalare la loro situazione, attivando un intervento immediato e inviare i messaggi “Ho paura”, “Sono minacciata”, “SOS”.

Il numero di telefoni distribuiti è aumentato molto negli ultimi anni e ad oggi sono circa 4500 questi smartphone attivi sul territorio nazionale e possono essere a ssegnati dai tribunali appena si riscontra anche un minimo rischio  di violenza.

Oltre l’introduzione di dispositivi tecnologici dal 2019 il ministero dell’interno ha incrementato la formazione obbligatoria delle forze dell’ordine.
L’obiettivo è quello di fornire gli strumenti necessari per riconoscere e intervenire  rapidamente nei casi di violenza.
E dal 1° gennaio 2024 sono presenti settori specializzati nella lotta alla violenza sulle donne in tutte le giurisdizioni, tribunali e corti d’appello.​
di Sofia Barilari
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