Florinda Bolkan, una donna profondamente libera

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Il 17 febbraio scorso, due giorni dopo il suo compleanno, Florinda Bolkan riceve il premio Anita Ekberg, promosso dalla presidente dell’Associazione “Alba del Terzo millennio” Sara Iannone.

Consegnato  l’8 febbraio scorso a Palazzo Ferrajoli in cui erano stati premiati gli attori Pippo Franco, Mita Medici, Enzo Decaro, Eleonora Ivone, Mirca Viola e il fotografo Romolo Eucalitto.

Molti gli ospiti presenti alla premiazione e all’incontro conviviale, Emilio Capitano della Fontanazza, Emanuela Sciattella, Carlo Alvise Crispoltii, Anna Maria Stefanini, Silvia D’Alterio, Alessandro Sacerdoti, Francesco Greco, Vincenzo Litrico, Anna Maria Stefanini, Emilio Petrini Mansi, Massimo Bomba ha omaggiato la Bolkan con una splendida opera, subito esposta.

Un’occasione per incontrare l’affascinante attrice brasiliana nella campagna vicino al lago di Bracciano, nel suo Agriturismo la Voltarina. L’amore per la natura e per i cavalli muove la scelta di vivere in campagna. Ma, prima ancora, c’è la scelta di vivere in Italia e a Roma perché, dichiara l’attrice, ti fa sentire accolta e ti dà un senso di famiglia. Dal Nord est del Brasile, dove nasce e trascorre l’infanzia, quindi hostess di una compagnia aerea brasiliana, a diciotto anni arriva a Roma e frequenta l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. E da li  l’importante incontro con Luchino Visconti che, dopo un lungo provino, le fa superare la timidezza e la sceglie per un ruolo ne La caduta degli dei.

Poi l’esperienza nel teatro di Giuseppe Patroni Griffi e il primo premio Donatello per il film Metti una sera a cena. E così inizia la lunga carriera, che ci da modo di far scoprire e riscoprire con piacere i suoi ruoli più famosi complessi e indimenticabili, in film di grande successo come Anonimo Veneziano, per la regia di Enrico Maria Salerno, e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri. Senza dimenticare le partecipazioni in fiction televisive come La Piovra. Un’attrice che, dopo gli anni Settanta e Ottanta, si allontana dai riflettori e dalla mondanità per una vita più autentica e semplice.

La sua passione per la gastronomia, ad esempio, la porta a scrivere un libro di cucina. Non ha interrotto i rapporti con la sua terra di nascita, creando una casa di produzione cinematografica per la quale ha fatto la regia del film “Eu nao conhecia Tururu” girato in Brasile. Come emerge da alcune interviste, la sua vita è stata ispirata alla libertà e all’amore senza limiti. E per lei anche oggi si può dire, come ha dichiarato in un’intervista radiofonica del 1975, che “la vita comincia ogni giorno”. E Florinda lo ha dimostrato anche nella splendida festa, con il suo sorriso e lo sguardo penetrante. Buon Compleanno Florinda!

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