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Schlein, Conte, Parenzo: chi di fascismo colpisce di fascismo perisce

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La sinistra accusa la destra di evocare ripetutamente un nemico per fare la vittima e nascondere così le proprie responsabilità circa il suo evidente fallimento governativo.
Peccato che in quanto a nemico, Pd, grillini e sinistra estrema, non siano così “verginelli”, vivendo e prosperando da sempre di “antifascismo”, tecnica reiterata specialmente quando alle elezioni vince “il male”, sia nelle vesti di Berlusconi, sia di Salvini e oggi della premier.

Mistica teatrale, artefatta demonizzante, antistorica e ridicola, che serve unicamente a nascondere un’impotenza strutturale e una cronica difficoltà, compattando cani e gatti, altrimenti gli uni contro gli altri armati, ossia, la mancata unità del centro-sinistra e la totale assenza di idee e di ricette di buon senso (vulnus che la gestione dem della Schlein, con la sua postura sessantottina e ultra-ideologica, ha estremizzato notevolmente).

Da quando a Palazzo Chigi, infatti, è andata la premier, grazie al consenso popolare e non alle operazioni di Palazzo, con troppo spesso la regia del Quirinale; consenso che, apriti cielo per la sinistra, perdura ancora (dati pure i recenti sondaggi), l’antifascismo è diventato ormai un meme.
Però, c’è un però. Si chiama eterogenesi dei fini o cane che si morde la coda. Seconda traduzione: chi di fascismo colpisce di fascismo perisce. La comunicazione di Pd e dei 5Stelle ha attivato di fatto presso l’opinione pubblica, una percezione ossessiva e paranoica che in primis, nei giovani, privi di basi sostanziali, stanno rovesciando proprio contro i suoi sacerdoti istituzionali. Se per fascismo non si intende più il riferimento a una specifica dottrina, a un periodo storico, a Mussolini, a delle persone precise, e non solo alla cultura patriarcale, all’omofobia e alla religione cattolica, ma a tutto ciò che viene imposto, alle caste che dominano, il mantra diventa una bomba atomica che esplode a 360 gradi. Investendo la politica e il mondo del giornalismo “impegnato”.

Ed ecco che si dà del fascista a David Parenzo, silente quando hanno impedito la visita di papa Benedetto alla Sapienza di Roma, e, al contrario, silenziato dagli studenti militanti in quanto ebreo, sionista e quindi simbolo odierno dell’oppressione israeliana contro Gaza e la Palestina; magari gli stessi che hanno contestato a suo tempo “il fascista” Capezzone.

Ed ecco che i leader dell’opposizione Conte e la Schlein, vengono contestati perché incarnazione fisica ed espressione dei manganelli di Stato, delle ingiustizie, o rei di essere casta dominante.

Riassumiamo. Sorte che, nell’ordine, è toccata al capo dei 5Stelle, il quale credeva, dopo i fatti di Pisa, di monetizzare il dissenso giovanile verso l’oppressione del governo Meloni, e che al contrario, è stato respinto dalla piazza il 26 febbraio scorso (manifestazione a Roma, promossa dalla Rete degli studenti contro la repressione, davanti al Teatro dell’Opera, vicino al Viminale), con un’accusa non da poco: «Il governo in cui eri in maggioranza con il Partito Democratico ci ha represso… La tua democrazia (ha detto un giovane) mi ha aperto la testa e mi hanno messo i punti in testa perché manifestavo per un ragazzo morto». Conte accusato di fascismo?

Medesima nemesi, come detto, per la Schlein: dall’11 maggio del 2023 a pochi mesi fa (argomenti, la crisi degli alloggi studenteschi, le famose tende e l’emergenza-lavoro), contestata dagli studenti al grido “Basta passerelle, il Pd dov’era quando studenti come noi sono stati manganellati a Bologna? Sono stati manganellati, sgomberati universitari per il diritto alla casa. Lei cosa ha da dire alla sua città?”. E lei ha preferito andare oltre. Incalzata, ha risposto: “Mi informerò…”.
E come se non bastasse, il 6 maggio 2023, è stata insultata da alcuni iscritti-Uil: “Non la fai la propaganda il giorno del sindacato”.

Semplici contestazioni? Antipolitica strisciante? Effetto-metastasi? Molto di più. Ogni vertice, di destra e sinistra, sulle cose fatte e non fatte è sul banco degli imputati. Una lezione utile per non ergersi dalla parte del bene.

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