Guerra dei cellulari, cosa c’è dietro la causa americana contro Apple

sabato, 23 Marzo 2024
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La bolla di Apple è sotto assedio, e a guidare l’attacco sono proprio gli Stati Uniti, che tramite il Dipartimento di giustizia hanno fatto causa all’azienda di Cupertino per aver creato quasi un monopolio nel mercato dei cellulari e intorno al sistema operativo iOs. Sì, perché è nel mondo di iOs che Apple guadagna davvero, tenendo in quel circuito chiuso le app che gli utenti scaricano per giocare, lavorare, informarsi e rilassarsi.

Fa una certa impressione che l’operazione parta dagli Stati Uniti, che finora, a differenza dell’Europa, hanno mantenuto un atteggiamento molto permissivo nei confronti delle grandi aziende del tech (tutte made in Usa). Ma sembra che alla fine l’interesse nei confronti dei consumatori abbia prevalso: secondo la nota che ha accompagnato l’azione legale l’obiettivo è “liberare i mercati degli smartphone dalla condotta anticoncorrenziale ed escludente di Apple e a ripristinare la concorrenza per abbassare i prezzi degli smartphone per i consumatori, ridurre i costi per gli sviluppatori e preservare l’innovazione per il futuro”.

Nella sua difesa, Apple ha usato la prevedibile arma retorica della difesa contro il governo oppressivo e invadente, spiegando che la causa “creerebbe un pericoloso precedente, dando al governo il potere di intervenire pesantemente nella progettazione della tecnologia dei cittadini”.

Ma cosa fa esattamente la Apple? Prima di tutto costringe le aziende terze a passare per il suo App store per accedere ai suoi smartphone, richiedendo costi di intermediazione molto alti. In seconda battuta rende difficili e lente le comunicazioni tra i suoi cellulari e quelli della concorrenza, facendo credere alla sua utenza – ha spiegato il procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland – “che i prodotti della concorrenza siano di qualità inferiore, mentre la responsabilità è della Apple”. Non parliamo poi delle cosiddette superApp come la cinese WeChat, che permettono di accedere a diversi servizi contemporaneamente (messaggistica, visualizzazione di video, pagamenti online); sui telefonini Apple è di fatto impossibile utilizzarle.

L’obiettivo dell’azienda, sin dai tempi di Steve Jobs, è quello di mantenere una realtà tecnologica autonoma, volutamente incapace di comunicare con i prodotti sviluppati da altri aziende per costringere i consumatori ad acquistare solo prodotti Apple. Se ad esempio vi regalano un Apple Watch dovrete quasi obbligatoriamente acquistare un iPhone, perché le funzionalità dell’orologio – se lo si collega a un telefono Android – sono limitatissime. Questo sistema ha permesso all’azienda di contare su uno zoccolo duro di appassionati che comprano solo prodotti della mela, ma ha di fatto reso meno concorrenziale il mercato e creato un ambiente tecnologico più lento e meno sicuro.

Un’eventuale condanna potrebbe farsi attendere anni o non arrivare mai, ma il solo fatto che il Dipartimento di Giustizia americano abbia deciso di intentare una causa antitrust dimostra che la strategia dell’azienda potrebbe dover essere rivista: se ne sono già accorti gli investitori che hanno fatto perdere all’azienda oltre il 2% a Wall Street.

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