Slovacchia. Nasce il nuovo asse Putin, Pellegrini, Orban. Leggere per credere

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Una vittoria parzialmente inaspettata quella del candidato alla Presidenza della Repubblica slovacca Peter Pellegrini, 48 anni, sconfitto al primo turno delle elezioni, ma uscito vittorioso alla seconda tornata del 6-7 aprile, con il 53,1% dei voti. 

Chi è Peter Pellegrini? 

Pellegrini, economista di formazione, ha ricoperto precedentemente il ruolo di Primo Ministro (2018-2020) e, successivamente fino alle ultime elezioni, di Presidente della Camera (2023-). 

Pellegrini è leader della formazione politica “Hlas–sociálna demokracia” (Voce–Socialdemocrazia), un partito “pigliatutto” di stampo populista. 

La vicina Ucraina 

La campagna elettorale appena conclusasi si è fortemente incentrata sul tema della Guerra in Ucraina, Paese che condivide 97 km dei propri confini occidentali con la Slovacchia. 

Su questo argomento il principale avversario politico di Pellegrini, l’ex Ministro degli Esteri progressista e filoeuropeo Ivan Korčok, si è espresso sostenendo la necessità di proseguire nell’invio di aiuti militari a Kiev. 

Al contrario, il neoeletto Presidente ha più volte dichiarato pubblicamente la sua vicinanza alle posizioni di Putin, definendo Korčok un “falco” poiché, a suo dire, sostenitore della “guerra ad ogni costo” a fianco dell’Ucraina. Anche il Primo Ministro populista Robert Fico, alleato di Pellegrini, ha più volte messo in discussione la sovranità di Kiev, sostenendo la necessità di raggiungere un accordo di pace con Mosca. 

Questi elementi inducono molti analisti a credere che, da oggi, Putin può vantare un nuovo e disponibile interlocutore tra le file dell’Unione Europea, di cui la Slovacchia fa parte dal 2004. 

I rapporti con l’Ungheria 

Nel corso di una visita a Budapest in veste di Presidente della Camera, lo scorso marzo Pellegrini ha incontrato ufficialmente il Presidente della Repubblica Tamás Sulyok e il primo ministro Orbán, con il quale si è subito delineato un rapporto d’intesa. 

Una considerevole minoranza ungherese, tra l’altro, vive stabilmente in Slovacchia, minoranza che alle ultime elezioni ha votato per Pellegrini grazie alla sua attenzione nei confronti di questa comunità. 

Verso un’“Orbanizzazione” della Slovacchia? 

Tra le prime dichiarazioni rilasciate dopo la sua elezione, Pellegrini ha affermato: “Difenderò gli interessi nazionali della Slovacchia” aggiungendo “farò in modo che il Paese sia dalla parte della pace, non da quella della guerra”. 

Per tutelare tali interessi Pellegrini ha affermato che “La Slovacchia non muterà politica nei confronti dell’Unione Europea e della Nato, ma agirà con maggiore indipendenza guardando in tutte le direzioni”.   

Secondo l’analista politico Tomáš Koziak “con la vittoria di Pellegrini la Slovacchia potrebbe seguire la strada dell’Ungheria, in riferimento alle politiche attuate da Viktor Orbán da molti considerate di stampo ultranazionalista, euroscettico e filorusso.   

La situazione democratica in Slovacchia 

La Slovacchia, come sottolineato da Freedom House, è considerata a tutti gli effetti una “democrazia consolidata”; ciò nonostante, tra le ragioni che hanno spinto il Capo di Stato uscente a non ricandidarsi, vi sarebbe una lunga lista di minacce di morte ricevute a causa delle proprie posizioni filo-ucraine. 

Anche il duplice omicidio del reporter investigativo Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová risalente al 2018, dopo aver condotto alcune inchieste su casi di corruzione politica nel Paese e che suscitarono ondate di proteste che spinsero l’allora Primo Ministro alle dimissioni, costituisce un capitolo buio della democrazia slovacca. 

Sotto il profilo della partecipazione elettorale, tuttavia, i dati sull’affluenza alle ultime elezioni sono stati da record: il 61% della popolazione, infatti, si sarebbe recato alle urne per eleggere il nuovo Presidente, che si insedierà ufficialmente il prossimo 15 giugno. 

In uno scenario di netto antagonismo tra Europa e Federazione Russa, la posizione che si sta delineando in Slovacchia rappresenta per alcuni l’inizio di un auspicabile e atteso dialogo, per altri un contatto fin trappo rischioso, di cui si farebbe volentieri a meno. 

 

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