C’è un terzo Bronzo di Riace: tutta la storia in uno spettacolo teatrale

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Sorpresa: i bronzi di Riace sarebbero tre. Due, esposti all’ammirazione dei visitatori, nel Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria; il terzo sarebbe finito negli Stati Uniti. Ma occorre fare necessariamente un passo indietro partendo dal racconto di queste due stupende opere d’arte di 2500 anni fa, considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, giunte fino ai nostri giorni.

E’ una storia entusiasmante, fatta di nuove scoperte archeologiche e scientifiche, di arte, mito e persino di cronaca nera, quella che caratterizzerà lo spettacolo “Il viaggio dei bronzi di Riace” al Teatro Manzoni di Roma del 19 aprile.

Le sculture riemersero dalle acque del litorale di Riace, in Calabria, 52 anni fa e da allora hanno avuto un crescente successo di pubblico e di critica. Gli studiosi ne discutono quotidianamente, spesso con forti accenti polemici, ma sono concordi nel dire che si tratta delle due statue di bronzo più belle e affascinanti al mondo e che risalgono al quarto secolo a. C., il periodo d’oro della civiltà magnogreca. Ne “Il viaggio dei bronzi di Riace” il noto archeologo reggino Daniele Castrizio, con l’ausilio del visual designer Saverio Autellitano, spiegherà che vengono, senza possibilità di dubbio, dalla cittadina greca di Argos; ipotizzerà chi li ha fusi (lo scultore Pitagora di Reggio), chi li ha commissionati e per quali ragioni. E ancora, descriverà le straordinarie tecniche di fusione, i restauri e i rimaneggiamenti durante una vita travagliata di spostamenti e di viaggi.

Tanto per cominciare, dice Castrizio, c’è la ragionevole certezza che i vincitori romani li portarono a Roma e li esposero al Tempio di Pompeo. Secondo lui ci sono fondati motivi, lo spettacolo li spiega con i risultati di analisi scientifiche e con i riscontri scrupolosamente trovati nella letteratura classica greca e latina, per ritenere che si tratti dei fratelli fratricidi Eteocle e Polinice del ciclo dei “Sette a Tebe”. Ci sono fondati motivi anche per ritenere che facessero parte di un gruppo di cinque, che in una scena teatrale statuaria hanno raccontato il culmine drammatico della contesa dei due fratelli per il potere a Tebe. Gli altri tre protagonisti che mancano sono la sorella Antigone, la madre Eurigania e l’indovino Tiresia.

Sarà anche una narrazione che, grazie ai versi dell’attrice Annalisa Insardà, e alle musiche e alle parole del musi-cantore Fulvio Cama, riproporrà le atmosfere del mito e della tragedia greca. «In questo caso – sottolinea Castrizio – la scena interpretata dalle cinque statue ha una morale ben precisa: la guerra porta frutti sempre amari e dev’essere evitata a ogni costo. Ogni riferimento all’attualità odierna è lasciato agli spettatori». La voce narrante sarà del giornalista Paolo Di Giannantonio.

Ed ecco le sorprese. Del gruppo delle cinque statue, una è in fase di restauro in Grecia. Potrebbe trattarsi di Tiresia, sostengono Castrizio e Autellitano. Ma il colpo di scena sarà appunto rivelato il 19 aprile: il terzo bronzo si trova negli Stati Uniti. E in questo caso subentra la cronaca poiché la scultura sarebbe arrivata dall’altra parte del pianeta per mano dei mercanti d’arte.

Secondo la testimonianza di un appassionato di archeologia di Roma, rimbalzata sui media nell’ottobre del 2019, il terzo bronzo, trafugato al tempo del ritrovamento, sarebbe stato portato nella Capitale per rivenderla agli americani, precisamente a un museo privato. L’uomo racconta che il bronzo sarebbe stato custodito «dentro la villa de un dottore che sta a Casal Palocco, ‘na bella villa, e portano sto compratore…». Prezzo d’acquisto pattuito 400 milioni di lire, rivendita agli americani, una cifra da capogiro, si dice circa un miliardo e mezzo di lire. Non si sa se il racconto di Castrizio e Autellitano verterà su questa vicenda, ma chi assisterà allo spettacolo rimarrà stupito. “Il viaggio dei Bronzi di Riace” è una produzione dell’Accademia dei Caccuriani per la promozione della Calabria.

Infine, una divagazione sul tema. Partirà a breve la manutenzione programmata dei Bronzi. La campagna, che inizierà il 15 aprile e si protrarrà fino al 18 settembre, rientra nell’accordo-quadro tra il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, dove sono esposti i Bronzi, e l’Istituto centrale per il restauro e ha lo scopo di verificare e controllare lo stato di conservazione delle due statue. L’ultimo intervento di restauro sulle statue di Riace fu effettuato tra il 2009 e il 2013 a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, grazie alla collaborazione tra l’Istituto centrale per il restauro e la Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria.

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