Gli Dei ritornano: i Bronzi di San Casciano “in visita” a quelli di Riace

domenica, 18 Agosto 2024
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archeologia

Dopo aver reso omaggio al Palazzo del Quirinale, a Roma, e al Museo archeologico di Napoli, i Bronzi di San Casciano dei Bagni “faranno visita” ai Bronzi di Riace per un inedito gemellaggio di cultura, arte e storia. Le sculture di San Casciano, ritrovate due anni fa nel bagno grande del santuario termale etrusco e romano del piccolo centro in provincia di Siena, resteranno nel Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria fino al 12 gennaio 2025.

«Ritrovamenti diversi, in contesti diversi, rappresentano un’opportunità unica sia per i reggini sia per i tanti turisti che in queste settimane stanno invadendo la città», commenta il vicesindaco di Reggio Calabria Paolo Brunetti – che, incontrando il primo cittadino di San Casciano in Bagni, Agnese Carletti, ha proposto anche un gemellaggio tra i due Comuni. «Reggio è stata una scelta obbligata da subito – spiega Massimo Osanna, direttore generale dei musei – la scoperta di San Casciano è stata associata a quella dei Bronzi, non dal punto di vista qualitativo, ovviamente, ma come modalità di scoperta di bronzi importanti. È bello vederli qui, anche per capire come cambia il mondo fra due capolavori del quinto secolo, che dovevano trovarsi in un grande santuario greco, e queste statue oggetto della devozione privata di una élite».

L’idea di traferire i bronzi a Reggio Calabria è venuta al direttore del museo reggino Fabrizio Sudano, mentre erano in mostra Napoli. «Sono reperti che riescono a raccontare quello che succedeva nel santuario antico. Per noi è fonte inesauribile di conoscenza. Racconta della quotidianità, della sacralità degli oggetti e dei riti che si svolgevano nel santuario – continua Sodano – in un luogo lontano dalla Magna Grecia, dalla Calabria, ma molto vicino a noi a livello di riti e di rituali. Sarà un confronto ravvicinato con i bronzi di Riace di cui tanto si parlò allora, all’epoca del rinvenimento. Ma sono contesti, statue e oggetti completamente diversi che dialogano perché fanno parlare finalmente dell’antichità in modo diverso ma con lo stesso intento, quello di valorizzare l’immenso patrimonio culturale italiano».

La mostra è stata promossa dal ministero della Cultura e realizzata dalla Direzione generale dei Musei del Mic, guidata da Massimo Osanna, con il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. «Per noi aver avuto l’opportunità di portare i Bronzi di San Casciano dei Bagni qui, è una grande emozione – commenta Agnese Carletti, sindaco del piccolo borgo senese – si tratta di un parallelismo che tutti abbiamo fatto. Ci sono delle differenze infinite. Farli incontrare significa un po’ raccontare all’Italia il patrimonio incredibile che abbiamo».

È l’acqua l’elemento comune tra i due ritrovamenti, dei Bronzi di Riace e dei Bronzi di San Casciano, ricorda Jacopo Tabolli, dell’Università per Stranieri di Siena e responsabile scientifico degli scavi. «Nel nostro caso è un’acqua calda a quarantuno gradi nella quale per ottocento anni, prima gli etruschi e poi i romani hanno compiuto le loro azioni rituali e votive all’interno di una vasca sacra».

I bronzi di San Casciano riemersero durante la campagna di scavo iniziata nel 2019 nel territorio del borgo senese. Fu il rinvenimento più grande mai emerso in Italia di statuaria in bronzo di età etrusca e romana, dopo la scoperta dei celebri bronzi di Riace, avvenuta 50 anni fa, nel 1972. Gli archeologici trovarono oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo. 

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