Ieri, lunedì 6 maggio, è ricorsa la festa della Guardia Svizzera Pontificia, fondata nel 1506 da Papa Giulio II.
In concomitanza con la festa, come ogni anno, i nuovi 34 alabardieri della Guardia hanno prestato il loro giuramento di fedeltà al Papa stringendo la bandiera del Corpo con la presente formula:
«Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Pontefice regnante e i suoi legittimi successori, di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa.
Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e nostri Santi Patroni mi assistano.»
Proprio il 6 maggio del 1527 quel giuramento fu onorato fino allo spargimento del sangue: 189 guardie difesero fino allo stremo l’allora Pontefice Clemente VII, dopo che Carlo V d’Asburgo aveva comandato il Sacco di Roma per mezzo dei lanzichenecchi.
Nonostante la fede cattolica, infatti, l’Imperatore del Sacro Romano Impero aveva ordinato una campagna punitiva a seguito dell’avvicinamento del Pontefice alla Francia in funzione anti-egemonica spagnola, avvicinamento sugellato con la Lega di Cognac del 1526.
L’assedio di Roma durò 10 mesi, e il numero delle vittime fu spaventoso: furono più di 20.000 i romani a perire durante il periodo dell’assedio da parte dei mercenari, resi ancora più violenti dal ritardo nei pagamenti del monarca asburgico, che provvedevano pertanto a conferirsi personalmente il compenso della campagna militare a discapito dei cittadini inermi.
In un disperato tentativo di portare in salvo Clemente VII scortandolo fino alla fortezza di Castel S. Angelo attraverso un corridoio segreto conosciuto come “il Passetto”, 142 guardie caddero in battaglia contro i Lanzichenecchi all’altezza di Porta Caval Leggeri e dell’attuale Cimitero Teutonico.
Quel sacrificio non è mai stato dimenticato: da quel momento l’affidabilità della Guardia le ha garantito il compito di custodire la persona del Papa, compito che essa svolge da più di 500 anni senza quasi nessuna interruzione (tra il 1798 ed il 1800 la Guardia fu provvisoriamente disarmata e congedata a causa dell’occupazione francese).
Di cosa si occupano le Guardie Svizzere durante il loro servizio?
Le guardie sono anzitutto responsabili della sicurezza personale del Papa, ovunque egli si trovi. Nello Stato Città del Vaticano esse hanno il compito di proteggere il Palazzo Apostolico e gli ingressi alla Città, nonché fornire informazioni a pellegrini e turisti che ne avessero bisogno. Non è di secondaria importanza anche il Servizio d’onore che la Guardia svolge durante le udienze, le messe, i ricevimenti diplomatici e le visite di Stato.
Come si diventa Guardia Svizzera?
Tra le principali condizioni da rispettare vi è inevitabilmente l’essere cittadini… svizzeri, essere maschi di fede cattolica, avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, un’altezza minima di 1,74 m, presentare un’attitudine all’attività sportiva, godere di una reputazione impeccabile, disporre di un diploma scolastico e del diploma della scuola reclute dell’Esercito svizzero (vale a dire aver svolto e completato il servizio di leva in Svizzera).
Tra gli altri requisiti richiesti, al momento dell’ingresso, i candidati non devono essere sposati, devono dare la propria disponibilità per almeno 26 mesi ed essere disposti ad impegnarsi anima e corpo per la sicurezza del Papa.
Quante sono attualmente le Guardie Svizzere in servizio?
Attualmente la Guardia conta circa 110 uomini suddivisi tra ufficiali (tra cui anche il Cappellano Militare), sottufficiali e truppa.
Non lasciatevi ingannare dalla divisa tardo rinascimentale: sotto gli elmi si celano i volti di giovani uomini addestrati all’uso delle armi, all’autodifesa e che parlano spesso più di tre lingue. Allo stesso tempo, però, non esitate ad avvicinarvi per chiedere loro un’informazione o una foto: difficilmente la rifiuteranno.



