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Ponte sullo Stretto, nuove critiche e ipotesi crollo

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Tra tutti i progetti della politica italiana, quello del Ponte sullo Stretto è probabilmente il più longevo, discusso e criticato della storia della seconda repubblica. Un progetto storicamente del Centrodestra, preso in considerazione per la prima volta nei primi anni 2000 sotto il Governo Berlusconi, che tra il 2003 e il 2006 aveva prima ottenuto l’ok del Cipe e poi affidato il progetto a Eurolink. Dopo il primo no di Prodi, Berlusconi riprovò nel 2008 a far ripartire il tutto, ma Mario Monti bloccò il tutto a causa di preoccupazioni sulla sostenibilità economica ed ecologica del progetto.

Nell’estate del 2020, sotto il governo Conte, il Ponte tornò al centro del dibattito con la sua inclusione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli istituì una commissione per esaminare alternative al progetto originale. Tuttavia, con la caduta del governo Conte e l’avvento del governo Draghi, gli stanziamenti furono confermati ma senza un incarico concreto per lo studio di fattibilità.

Due anni dopo, nel 2022, il progetto vide una nuova fase di attivazione sotto la guida di Matteo Salvini, allora neo-ministro dei Trasporti. Nonostante le precedenti perplessità della Lega, Salvini decise di accelerare il processo dichiarando il Ponte una priorità nazionale. Il decreto del 31 marzo 2023 fissò la scadenza per il progetto esecutivo al 31 luglio 2024, basandosi sul progetto del 2011 che aveva già subito numerose critiche e bocciature.

Le critiche principali al progetto si basano su alcuni aspetti tecnici e ambientali, per i quali una commissione di esperti ribadì nel 2021 la necessità di studiare soluzioni alternative al Ponte, sottolineando che la tecnologia per una campata unica non esistesse ancora. Inoltre, le nuove scoperte geologiche di quegli anni, come la faglia attiva di 34,5 km sotto lo Stretto, sollevarono seri dubbi sulla sicurezza sismica del progetto.

Nonostante il numero incredibile di integrazioni al progetto richiesti da vari ministeri, i costi degli espropri e il fatto che il progetto sia lo stesso di 13 anni fa con costi ovviamente più elevati Salvini sembra sicurissimo dell’importanza del Ponte; una sicurezza che, sfortunatamente per il ministro, è messa in discussione dai cittadini e residenti delle zone interessate, ma anche dalla maggioranza degli italiani, secondo il rapporto Italia 2024 dell’Eurispes.

Certo, se il progetto procede a questa velocità, le probabilità di un nuovo “No” o un qualche tipo di blocco sono altissime, per la gioia della sinistra e la rabbia della destra.

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