Effetto voto. Perdono gli uomini della guerra. La nuova Europa

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Dal dopoguerra in poi, nei paesi europei le elezioni hanno sempre più o meno confermato lo status quo, con qualche oscillazione a destra, a sinistra o al centro. Questa volta alle elezioni per l’elezione dei membri del parlamento europeo non è andata così. Si è verificato il più potente terremoto politico della storia europea degli ultimi cinquant’anni. Gli elettori hanno castigato duramente i partiti politici di Olaf Scholz e di Emmanuel Macron. Il partito socialdemocratico tedesco, di cui fa parte il Cancelliere Olaf Scholz è stato superato perfino da Alternative fur Deutschland! Mentre il partito di Macron è stato doppiato dalla formazione guidata da Marine Le Pen. Macron ha sciolto le camere e ha indetto nuove elezioni. Il premier belga De Croo in lacrime ha annunciato le dimissioni.

Il governo Meloni in Italia ha visto invece confermare il suo consenso da parte degli elettori. Perché? La spiegazione è questa.

Macron è stato il leader europeo che ha appoggiato con più veemenza il governo di Kiev contro la Russia. Tanto che di recente ha proposto di inviare militari della Nato per sostenere l’esercito ucraino decimato dalle pesanti perdite. E sembra che abbia già inviato militari francesi in Ucraina. L’ultima decisione di Macron è stata quella di autorizzare l’esercito ucraino a colpire in profondità la Russia con le armi francesi. Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, dopo un primo momento di riluttanza, è stato costretto a seguire il suo omologo francese nella decisione di autorizzare l’Ucraina a colpire il territorio russo con i sistemi di arma tedeschi. Questo bellicoso asse franco-tedesco è stato sonoramente bocciato dagli elettori.

Il governo italiano, invece, come dichiarato dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, non ha autorizzato l’Ucraina a colpire la Russia con le armi italiane, per non scatenare la terza guerra mondiale. In questa posizione di prudenza l’Italia è rimasta isolata. Nella campagna elettorale per le elezioni europee lo slogan dei partiti di governo in Italia era “più Italia e meno Europa” e questo la dice lunga. Ebbene, gli elettori italiani hanno approvato questa posizione.

In conclusione, una cosa è certa: i cittadini europei non hanno nessuna voglia di scendere in guerra contro i russi, a dispetto dei desiderata di Washington e della Nato. Sulla questione della guerra in Ucraina, l’Europa continua a frantumarsi. Sta accadendo quello che aveva previsto l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi e cioè se la Nato non vince in Ucraina contro la Russia l’Europa si spacca. E non è un fuoco di paglia. La linea di faglia di questa spaccatura è molto profonda. Gli europei proprio non vogliono che un nuovo conflitto mondiale divampi in Europa tra le potenze occidentali e il blocco orientale Russia, Cina, Iran, Corea del Nord.

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