Elezioni Gb, trionfo laburista, tracollo dei conservatori. Risorge Farage

giovedì, 4 Luglio 2024
1 minuto di lettura
Regno Unito

Come ampiamente previsto dai sondaggi, i Labour trionfano nel Regno Unito, conquistando 410 seggi. I primi exit poll confermano la tendenza attestando anche il temuto tracollo dei Tory del primo ministro Rishi Sunak.

Si tratta di una maggioranza storica per i laburisti considerando i 410 seggi di cui sarebbero accreditati sui 650 della Camera dei Comuni. I Tory del premier uscente raccolgono appena 131 rappresentanti, appena un po’ più su delle stime della vigilia. I Liberaldemocratici centristi di Ed Davey vengono proiettati a 61, mentre l’ultradestra di Reform UK di Nigel Farage, con più voti previsti rispetto ai LibDem, ma meno concentrati tra i seggi uninominali, può sperare per la prima volta di portare a Westminster ben 13 deputati. Intanto nei collegi della Scozia si certifica la caduta libera pure degli indipendentisti dell’Snp, da 48 ad appena 10, sempre a vantaggio del Labour.

Se in Europa continentale, quindi. c’è chi guarda a destra, l’isola della Brexit sterza stavolta in direzione opposta: verso il centro se non proprio a sinistra, tornando ad affidarsi al Labour, sotto la leadership moderata di sir Keir Starmer, dopo 14 anni di complicati governi conservatori.

Da subito, Starmer, nuovo premier in pectore, avrà un’agenda fitta di impegni con l’avvio dell’attuazione del programma laburista dopo 14 anni di opposizione. Dopo essere stato ricevuto da Re Carlo III a Buckingham Palace venerdì, Starmer andrà al numero 10 di Downing Street, dove terrà un discorso. Poi saluterà il personale, prima di invitare all’interno i parlamentari laburisti che saranno nominati nel suo primo governo.

Per i Tory si tratta di un momento storico delicato. C’è da riorganizzare un partito più che dimezzato e costruire un’opposizione col fiato sul collo del redivivo Farage.

Curiosità. Il voto di giovedì è una consuetudine consolidata nel Regno Unito a partire dagli Anni ’30. Si sono esclusi subito il venerdì e il sabato perché molti operai andavano ad affollare i pub e quindi sarebbero poi arrivati nei polling station quanto meno brilli, mentre la domenica c’era il timore che qualche pastore potesse influenzare il voto con il sermone. Ecco che col tempo si è fatto largo il giovedì, giorno centrale della settimana.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.