Un tour dell’Umbria – l’unica regione d’Italia non bagnata dal mare, sa stupire per la sua varietà di paesaggi ondulati che riempiono gli occhi ed esperienze che attraversano tutti i sensi, e che vanno dal culinario, allo spirituale, al naturalistico.
La nostra scoperta, e il nostro stupore, inizia dalla maestosa e impetuosa Cascata delle Marmore, la più alta d’Europa con i suoi 165 m: una magnifica opera verticale di architettura idraulica a flusso controllato, frutto dell’ingegnoso intervento idraulico di un console romano, e straordinario racconto del rapporto dell’uomo con la natura. Oggi, è teatro di uno spettacolo scenografico e fragoroso quando è alla sua massima portata, che regala placidi e luminosi arcobaleni raccontati perfino da occhi illustri di poeti antichi e moderni, inclusi Virgilio, Dante e Lord Byron.
Avventurandoci in un natura così accogliente da avvolgerci come in un rassicurante abbraccio, arriviamo nel cuore dei Monti Sibillini per lasciarci catturare dallo spettacolo della fioritura a Castelluccio di Norcia: un tappeto di colori soprendenti su un lembo di terra dove la Natura esplode in tutte le sue brillanti tonalità, e dove l’occhio si perde verso l’orizzonte di un silenzioso, fotogenico e variopinto fenomeno floreale, regalandoci lo spettacolo di una bellezza difficile da scordare e, ancor più, da trovare al mondo.
Ma l’Umbria offre ai nostri occhi e all’animo anche borghi dal sapore antico, intatto e preservato, che ci danno l’impressione di essere in una macchina del tempo impostata a ritroso, in un’epoca talmente remota e distante da noi da sembrare tratta da un libro di racconti medievali: Spello, con la sua Infiorata del Corpus Domini, che Giulio Cesare ribattezzò “La Splendida Colonia Jiulia”; Todi, con il suo Tempio della Consolazione costruito dal Bramante; Città della Pieve, con il suo centro storico incastonato su 508 m s.l.m. e la fuga di tetti in cotto locale fatto a mano; Rasiglia – o Borgo dei Ruscelli, una gemma impreziosita dal mormorio delle piccole cascate naturali che si intrecciano tra loro correndo lungo i vicoli medievali, in una musica dai suoni dolci e ovattati.
Ci è impossibile pensare all’Umbria senza associarla ai suoi tesori artistico-religiosi che la rendono una terra tanto mistica quanto affascinante: Cascia, Assisi, Orvieto, sono forse la più bella rappresentazione di un sentire religioso che trascende i secoli e i sensi, e che rende queste piccole cittadine fervidi esemplari di culto e cultura, identificandole con le sue imponenti chiese e i suoi santi, che da un piccolo scrigno dal cuore verde sono diventati volti e simboli universali.
La sorpresa più grande? Una biga dorata etrusca da parata del VI secolo a.C., opera archeologica rinvenuta nel 1902 per un gioco del caso a Monteleone di Spoleto e fulgido esempio della civiltà pre-romana dell’Italia centrale. Se non fosse che ora non è più qui. Vorrà dire che il prossimo viaggio sarà al Metropolitan Museum di New York sulle tracce della “biga trafugata” con le abbaglianti lamine di bronzo sulla vita di Achille, il Pelide, pastore di eserciti, dai biondi capelli.
di Loredana Capobianco



