Apertura dei giochi olimpici francesi, secondo la regia artistico-culturale di chi scrive (non di certi intellettuali di destra totalmente asserviti, succubi o perdenti rispetto al pensiero unico): note dell’inno nazionale con la regina Maria Antonietta (ghigliottinata) che, con la propria testa sul collo, e a proposito di “sorellanza”, denuncia la violenza di genere contro le donne. Segue poi, Santa Giovanna d’Arco, altra donna dimenticata, che parla a nome dei valori identitari, cristiani, patriottici migliori di Francia. Segue poi, la Marianna, non di colore, ma orgogliosamente bianca.
Segue poi, un rapper bianco, Eminem, che se la prende con i migranti. Segue poi, una rappresentazione sacrilega di Maometto, giustificata dalla religione dell’inclusione e del relativismo laico. E dulcis in fundo, una bella parodia del genderfluid, con uomini e donne che si contendono i bambini.
Cosa sarebbe successo? Un processo mediatico di Norimberga, dichiarazioni di tutte le sinistre internazionali e non, manifestazioni di piazza, sicuri attentati dei fondamentalisti islamici, una sollevazione mondiale contro la narrazione violenta, discriminatoria, omofoba, medioevale, fascista, reazionaria. E chi ne ha più ne metta.
E certi amici del governo Meloni non possono confermare nei servizi tv che le critiche alla parte prevalente della disgustosa e raccapricciante apertura olimpica in stile imperiale (Macron, tra l’altro sonoramente fischiato, doveva e deve recuperare il consenso secondo le sue idee note), meno male sotto la pioggia scrosciante della storia (una punizione divina?), siano venute, come da titoli del tg, unicamente da destra e dalla sola Chiesa, che si è offesa per i valori cattolici vilipesi e offesi; sono arrivate trasversalmente pure da ambienti non di destra e moderati di sinistra. E’ stata l’indignazione popolare del buon senso.
La domanda è semplice: si può avere una visione del mondo come il nostro Festival di Sanremo, come una totale e irreversibile globalizzazione gender, laicista, atea, materialista. E’ lecito. E’ democrazia, è libertà.
Ma se la famiglia naturale, l’Ultima cena di Leonardo da Vinci hanno quel significato, caro a miliardi di fedeli, se Gesù non è una donna obesa (con tutto il rispetto per lei), se gli Apostoli non sono delle drag queen, la Marianna non è di colore, una ragione c’è stata e c’è oggi.
Appello: se non ci credete, se quei valori, quei simboli e quella fede vi fanno schifo, non esistono, perché li dissacrate?
I vostri messaggi ideologici rappresentateli con altri valori, simboli. I vostri. Che siano sottoposti anche loro, va accettato, ad altrettante normali critiche. Ma voi preferite usare quelli veri, quelli della tradizione millenaria dei popoli, non quelli costruiti a tavolino.
E se lo fate, una ragione c’è. Lo deve capire quel mondo che da noi e non solo, dorme sotto la narcosi liberal, radical e dentro la nebbia dell’inclusione e di una falsa non discriminazione.



