Onore ad Angela Carini. È salita lo stesso sul ring, un ring tossico, drogato dalla dittatura woke, di cui la Federazione francese si è fatta bandiera fin dall’inizio dell’Olimpiade. Ha iniziato un combattimento impari con un uomo percepito prima uomo e poi percepito intersex, freesex, donna dall’alto testosterone maschile e iper-androgino, a seconda delle valutazioni delle varie autorità sportive.
Ecco il risultato folle di un mondo al contrario che confonde ormai ogni identità.
Onore a lei che ritirandosi dalla competizione non si è fatta massacrare nel nome del politicamente corretto. Buttando a mare anni di sacrifici sportivi.
Tutti i commentatori del mainstream nostrano, impegnati a dimostrare la normalità del fluid e l’anormalita della natura binaria, come se fosse una bestemmia, si vergognino. Come dovrebbe vergognarsi Khelif. Che felice della vittoria ha esultato.
Consiglio: create per le prossime olimpiadi una categoria apposita per trans, inter e free. Senza mischiarli con i “binari”.



