Egonu e Sylla, il Pd le corteggia. Ma prende una toppa clamorosa

mercoledì, 14 Agosto 2024
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Egonu e Sylla, la sinistra prova ad arruolarle nelle schiere del politicamente corretto e dello ius soli. Troppo brave, troppo popolari, troppo “colorate” per non cedere alla tentazione di trasformarle in icone del campo largo in (permanente) lavorazione e di indicarle come testimonial della battaglia per il “diritto di inclusione “ come lo vorrebbero coniugato a largo del Nazareno.

C’è da rilevare che la leader Elly Schlein si è limitata a gioire per lo straordinario successo delle pallavoliste azzurre senza aggiungere altro. Tanta sobrietà non è stata però seguita da suoi sodali come Sandro Ruotolo, il quale dichiara di pubblicare la foto di Paola Egonu  «pensando» sarcasticamente ai nostri «patrioti» (il riferimento è chiaramente a FdI). O come Sandra Zampa, senatrice Pd, che chiama in causa Roberto Vannacci, contestandogli il fatto di non essersi «accorto» che, sempre la Egonu, è italiana «vera».

Certo, spunta regolarmente qualche demente a fornire pretesti a questo becerume di sinistra, come quegli imbecilli che hanno deturpato il murale dedicato a Roma alla nostra Paola subito dopo la vittoria delle azzurre. Ma il vero fine politico di tanto zelo è quello di riproporre il tema dello ius soli, cioè la concessione immediata della cittadinanza italiana ai figli di immigrati che nascono nel nostro Paese. In tal senso si è espresso Riccardo Magi di +Europa, il quale ha affermato che «queste ragazze (le pallavoliste medaglia d’oro n.d.r.) sono lo stimolo a cambiare la legge sulla cittadinanza». Gli ha fatto eco la senatrice di Italia viva Daniela Sbrollini, secondo la quale la «straordinaria vittoria della Italvolley multietnica femminile ai giochi di Parigi dimostra la necessità assoluta di cambiare la legislazione sulla cittadinanza. A cominciare dallo ius soli sportivo, non più differibile».

Cambiare lo ius soli sportivo? Mai tentativo di strumentalizzazione politica fu tanto temerario e infondato. Si dà infatti il caso che sia Paola Egonu sia Myriam Sylla siano cittadine italiane dall’età di 15 anni e non hanno avuto bisogno dello ius soli per fare il loro “cursus honorum” all’interno della pallavolo italiana fino al trionfo di Parigi. A sbugiardare questi improvvisati campioni del politicamente corretto ha provveduto il deputato leghista Luca Toccalini, il quale ha rilevato che il caso delle due atlete dimostra che lo ius soli «non serve».

Insomma, la sinistra che ha tentato di strumentalizzare Paola e Myriam ha preso una clamorosa toppa, un vero e proprio infortunio che dovrebbe insegnare a tanti facili demagoghi di informarsi bene prima di aprire bocca.

A dimostrare l’impossibilità di utilizzare l’immagine delle due pallavoliste a fini politici ha inoltre provveduto la stessa Sylla, la quale ha così risposto a una stolida domanda di un giornalista de “la Repubblica” su Vannacci: «Non mi interessa cosa abbia detto. Ho l’oro al collo e sono fiera». Una lezione di buon senso e di vera italianità. Una lezione impartita a chi non riesce a rilassarsi e a gioire sereno neanche di fronte allo straordinario successo di una squadra di ragazze italiane che hanno scritto una gloriosa pagina di storia sportiva.

E questo discorso vale naturalmente anche per Vannacci, il quale si poteva davvero risparmiare quell’infelice battuta sui «tratti somatici» della Egonu.

Alla fine spuntano sempre quelli che,  da un versante o dall’altro, non si trattengono dal fare propaganda di fronte a un evento che dovrebbe, almeno per un giorno, unire tutti gli italiani. Peggio per loro: è il meno che si possa dire.

 

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