Sigourney Weaver per il pubblico italiano significa soprattutto “Alien” e “Ghostbusters”, due dei franchising più amati e forse anche per questo è stata accolta al Festival di Venezia con una lunga standing ovation. Il suo “Leone d’oro” alla carriera ha catalizzato l’attenzione quanto il film “Bettlejuice Bettlejuice” di Tim Burton. L’attrice ha però sorpreso tutti con quello che è un vero e proprio endorsment per la candidata democratica alla Casa Bianca Kamala Harris, confermando ancora una volta la presa di posizione del mondo di Hollywood contro Donald Trump.
Sigourney Weaver a Venezia l’endorsment a Kamala Harris, il video con le sue parole
“Sono così entusiasta di Kamala Harris”, risponde senza esitare l’attrice con il suo Leone d’Oro sottolineando poi la forza delle donne “Pensare anche solo per un momento che il mio lavoro possa avere qualcosa a che fare con la sua ascesa, mi rende molto felice. Tante donne mi ringraziano per essere stata una fonte di ispirazione con i miei personaggi. Le donne in tutto il mondo sono sempre in prima linea nelle emergenze e nelle crisi. Ma non siamo state trattate come avremmo dovuto”.
L’attacco al mondo del cinema, dove ancora è troppo rimarcata la differenza salariale con i colleghi uomini è quasi sfacciata: “Anche il mondo del cinema ha utilizzato solo una piccola fetta della torta. Ma noi donne siamo tutta la torta. Mi sorprende quando dicono che interpreto donne forti. Io interpreto semplicemente donne, sono loro a essere forti. Non devono abbandonare quello che fanno”.
Il ricordo di Alien e il sogno di lavorare in Italia
Sigourney Weaver non può non parlare di Alien, film straordinario che le ha donato immortalità artistica, ma per lei l’importante è essere un’artista vera: “Nella mia carriera sono stata molto fortunata a ricevere storie di cui volevo far parte. È un lavoro così emozionante, perché dovrei fermarmi? Ho sempre rispettato e amato questo lavoro. Poi all’improvviso hanno deciso che le donne più anziane potevano interpretare personaggi interessanti, persone vere. Perché il pubblico è fatto di persone vere. I miei genitori non pensavano che avrei avuto successo, pensavano che lo show business mi avrebbe mangiato viva, pensavano che fosse una cosa terribile. Quando hanno visto il mio successo, sono rimasti scioccati”.
L’omaggio al cinema italiano sembra sincero e non per piaggeria: “Le mie fonti d’ispirazione? I film degli ’30 e ’40 sono pieni di personaggi meravigliosi, affascinanti. Penso a Bette Davis. Ho lavorato con Ingrid Bergman, ho trascorso molti mesi con lei, è sempre stata gentile con me. Mi ha ispirato tantissimo, tutti i suoi lavori sono incredibili. Preferisco le commedie rispetto ad altri genere. Mi sono innamorata dei film anche grazie al cinema italiano, Fellini, Antonioni, De Sica”. Poi l’ appello a produttori e registi italiani “Vorrei con questo Leone d’oro una piccola clausola, vorrei venire in Italia e lavorare con un regista italiano. Dovrebbe essere parte del pacchetto. Non ne ho ancora abbastanza di ciò che il cinema italiano significa e ci dà. Quindi datevi da fare, registi italiani: sono disponibile”.



