Spiati i conti della Meloni: ombre inquietanti sulla politica

giovedì, 10 Ottobre 2024
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L’ombra degli spioni si allunga sempre più sulla democrazia italiana. L’ultimo, clamoroso caso riguarda Giorgia Meloni. Da Bari arriva la notizia che i suoi conti bancari sono oggetto di curiosità illecita. La premier non ha certo miente da temere. Ma inquieta non poco apprendere che i piani più alti della politica siano oggetto di una torbida attività di intelligence.

Ecco i fatti. Un funzionario della filiale di  Bitonto di Banca Intesa è indagato dalla Procura di Bari per aver effettuato accessi abusivi ai dati riservati della presidente del Consiglio unitamente a quelli della sorella Arianna e a quelli dell’ex compagno Andrea Gianbruno. Nel mirino spionistico sono finiti anche esponenti politici di rilievo nazionale come Guido Crosetto, Raffaele Fitto, Ignazio La Russa e i governatori Michele Emiliano e Luca Zaia. Non sono stati risparmiati neanche i magistrati Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, e Renato Nitti, procuratore a Trani, oltre a ufficiali dell’Arma e della Guardia di Finanza, a imprenditori e a personaggi dello sport. Insomma, un’attività davvero ad ampio raggio. Vale la pena precisare che questo bancario troppo “curioso” ha potuto operare indisturbato perché i soggetti avevano il conto a Banca Intesa ed è stato quindi per lui un gioco da ragazzi accedere ai loro conti.

A questo punto è lecito chiedersi per conto di chi questo solerte 007 ha raccolto questa mole di dati sensibili. Non è infatti pensabile che tale soggetto abbia agito per interesse personale. Di chi e di cosa si può trattare? Colpisce innanzi tutto il fatto che a essere vittime di questa attività illecita sono prevalentemente politici di centrodestra. Ma ciò non deve portare a conclusioni fuorvianti: è colpita questa parte politica perché in questi anni è al governo del Paese e risulta pertanto appetibile per gli spioni. Va però aggiunto che il “deep State” non si è finora rivelato particolarmente amico del centrodestra stesso: ha fatto non poco rumore, nei giorni scorsi, l’accusa di Crosetto ai Servizi di non informarlo a dovere.

La verità è che si è affermato oggi in Italia un vero e proprio “mercato” delle informazioni riservate, come ha denunciato Melillo in una intervista pubblicata qualche giorno fa dal “Corriere della Sera”. L’aspetto sconcertante è che l’attività di spionaggio è vasta e ramificata, come dimostra anche il caso dossieraggi su cui indaga la Procura di Perugia.

Non c’è davvero da stare allegri. Una pesante cappa di ricatti e condizionamenti grava sulla nostra società. I protagonisti e i luoghi della politica sono sotto costante osservazione da parte di una sorta di Grande Fratello tutt’altro che benevolo. Il risultato non può essere altro che l’inquinamento della democrazia, altro che il “pericolo autoritario” paventato contro la destra…

Vale la pena di riferire a chiosa un particolare divertente. L’inchiesta è stata aperta nell’agosto scorso e ne ha dato notizia per primo il quotidiano “Domani” , proprio lo stesso giornale che avrebbe beneficiato delle informazioni  ricavate dagli accessi abusivi alla banca dati della Procura nazionale antimafia. Singolare no?  

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