Domande non da poco (dopo la partita di calcio Italia-Israele). Perché Israele non è stata esclusa come la Russia da tutte le competizioni sportive? In fondo, come la Russia ha invaso un altro Paese. E come la Russia dice di averlo fatto per autodifesa. E ancora: come la Russia – ma “più in grande” – ha ucciso civili, bombardato scuole e ospedali (ma lì si nascondevano i nemici, mica solo donne, anziani e bambini). Come la Russia ha infranto il diritto internazionale. E come la Russia è stata condannata dalla Corte Internazionale per crimini di guerra.
Quindi? La rete a cui sono venuti tali importanti dubbi, condivisi da molti, si è data una risposta: “Credete davvero alle ragioni che adducono quando le adducono?”.
E qui ci sta bene una riflessione profonda di Albert Camus: “Ho visto persone comportarsi male con grande moralità e noto ogni giorno che l’integrità non ha bisogno di regole”.
Andiamo per ordine e allarghiamo il concetto. Il pensiero unico globale (che poi si traduce nei concetti ideologici dei diritti universali dell’uomo, Onu, carte costituzionali varie, modello liberal-democratico come perfezione e civiltà assoluta, guerre giuste purché di difesa o di ingerenza democratica), fa da sempre due pesi e due misure.
Quanti nazisti, nel dopoguerra, furono assunti dai servizi Usa in funzione anti-comunista (la logica della guerra fredda)? Quanti nazisti o giù di lì combattono oggi per la democratica e occidentale Ucraina?
Quanti fascisti italiani sono stati rivalutati e riaccreditati dalle istituzioni antifasciste nel 1946?
E’ storia nota: dipende da che parte si sta e da chi vince. Come i termini che si usano per scaldare gli animi dell’opinione pubblica o per meri interessi politici. Di esempi ne potremmo fare tanti: con quale legittimità si parla di terroristi e di patrioti-rivoluzionari, ad esempio, per esaltare o demonizzare Hamas o Hezbollah? Dipende dalle prospettive: per Israele sono terroristi, per molti palestinesi dei patrioti.
E l’obiezione relativa ai diritti dell’uomo, ai trattati, non regge, in quanto non vale per chi non si riconosce nell’ordine mondiale democratico.
Garibaldi per i borbonici fu considerato un eversivo, un sovversivo, mentre per i risorgimentali è stato un eroe.
E fa specie che l’attuale sinistra, di fronte a fasi cruente e violente della piazza nostrana antagonista, disobbediente (su ogni tema, dai giovani filo-Hamas ai manifestanti no-green pass), comunichi troppo spesso da ultra-legalitaria, come in passato fecero re Luigi XVI prima di essere ghigliottinato, o Nicola II prima di essere fucilato dai bolscevichi.
La sinistra ricorda che ha nel proprio Dna sia la rivoluzione francese che la rivoluzione russa? Scintille storiche che hanno partorito il socialismo, il comunismo etc?
E’ ancora possibile per la sinistra fare ora una rivoluzione (quesito retorico)?
E non è per incitamento alla sommossa, è per ridicolizzare un linguaggio politico, nazionale e internazionale, ipocrita e falso. Che ha riflessi nefasti nelle posture istituzionali e che fa solo danni a tutti. E non contribuisce né alla soluzione dei problemi, né alla pace.



