Vittoria della Meloni al Consiglio UE: modello Albania convince

venerdì, 18 Ottobre 2024
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Raramente, negli ultimi anni, l’Italia è riuscita ad imporre le proprie idee e misure all’interno dell’Unione Europea, troppo forte l’egemonia franco-tedesca, troppo deboli i governi italiani. Eppure dopo la riunione coordinata da Giorgia Meloni insieme al premier olandese Schoof e alla leader danese Frederiksen, un senso di potere e soddisfazione ha pervaso lo spirito dell’intero staff di Giorgia Meloni. 

Sono undici i capi di stato che si sono riuniti nel Palazzo del Consiglio Europeo per dibattere sul tema delle regole per i migranti e gli asili, con un focus speciale dedicato interamente al piano della leader di Fratelli d’Italia di creare centri migranti al di fuori dell’Unione Europea. Tutti e undici escono dalla sala evidentemente impressionati e, soprattutto, con in mente la stessa idea, sottolineata in maniera particolarmente dura dal premier austriaco Nehammer:  “la Convenzione di Ginevra sui rifugiati è del 1951, è ora di cambiare regole scritte per accogliere quelli che scappavano dal blocco sovietico, oggi è cambiato tutto”.

Il dibattito si accende particolarmente sulle località di questi centri migranti: la danese vorrebbe “spedirli” in Uganda mentre l’olandese Schoof in Kosovo, la Meloni, chiaramente, punta tutto sull’Albania. Il nostro presidente del Consiglio non può che dirsi soddisfatto: uno dei suoi punti cardine è seriamente considerato da tutti i paesi europei, con addirittura Ursula von der Leyen presente e interessata al tema e la Francia, nonostante gli attriti degli ultimi tempi, anch’essa coinvolta nel piano. 

La giornata perfetta termina con una nota ancora più dolce, Joe Biden, a meno di un mese dalle elezioni americane, elogia Giorgia Meloni direttamente da Washington, sottolineando la presidenza “straordinaria” del G7 e la sua “forte leadership nell’UE”

Il tema dei centri migranti al di fuori dell’Unione rimarrà a lungo controverso e le critiche alla premier italiana continueranno ad arrivare. Eppure, finché Giorgia Meloni riuscirà a far sentire così la propria voce nel Consiglio UE, si potrà dire sicuramente soddisfatta.

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