Regionali Umbria. Effetto-Liguria. L. Veschi (FdI): “Anche da noi se torna la sinistra il cambiamento si ferma”

giovedì, 31 Ottobre 2024
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L’effetto-Liguria può trascinare anche il prossimo voto regionale in Umbria. La partita è la stessa: o continua il cambiamento del governo di centro-destra o torna la sinistra. “Lo Speciale” ha raggiunto Luciana Veschi, candidata di Fdi, una professionista espressione del territorio (l’Alto-Tevere), che “è sempre stata dalla stessa parte”.  

“Umbria sempre di più”, “la tua scelta migliore””, “il territorio, la mia Patria”: questi suoi slogan sembrano essere un richiamo sia all’appartenenza territoriale, sia all’identità della destra, ma anche un messaggio più generale. Ce li potrebbe spiegare?  

“Innanzitutto il legame che ho col mio territorio e con la regione. Ho vissuto nell’alta valle del Tevere, la parte settentrionale dell’Umbria, ho studiato a Perugia, dove ho numerose amicizie, molti compagni di università e, svolgendo la professione di avvocato, anche molti colleghi. Nella provincia di Perugia, a San Giustino ho vissuto la mia infanzia, a Città di Castello la mia adolescenza, avendo lì frequentato il liceo, infine, mi sono trasferita a Perugia dove ho frequentato la Facoltà di Giurisprudenza. Per alcuni anni sono stata a Milano dove ho lavorato in un noto studio legale e poi ho deciso di tornare in Umbria. In una parola, qui ho le mie radici culturali, personali, familiari e professionali”. 

Cosa l’ha spinta a scendere in campo?  

“La passione per la politica, che mi porto dietro da sempre, e ovviamente l’effetto naturale della mia attività istituzionale come Consigliere comunale; ruolo che svolgo da 15 anni, essendo pure “Responsabile Giustizia” del Dipartimento Provinciale di Fratelli d’Italia. La mia è stata una scelta meditata, orientata a poter dare il mio contributo come valore aggiunto a livello regionale, mettendo al servizio dei cittadini la mia esperienza, le mie competenze e le mie idee”. 

Secondo lei, cosa ha fatto di positivo la giunta Tesei?  

“Intanto il gradimento delle nostre imprese, col dato oggettivo del PIL, è cresciuto rispetto al 2019. Per quanto riguarda il livello di occupazione, a livello generale è aumentato sensibilmente rispetto agli anni passati e, anzi, in alcuni settori si registrano difficoltà a trovare praticamente dipendenti, come ad esempio, nel settore manifatturiero. Un ulteriore elemento positivo è il turismo, aumentato sensibilmente anche grazie al significativo apporto dato dal mio Partito. Questo dato non è riferito solo al turismo religioso, di cui l’Umbria ha sempre beneficiato grazie a città quali Assisi, ma anche a quello culturale, precedentemente meno diffuso. Adesso c’è il nuovo brand “Umbria”, frutto di una comunicazione efficace sul piano internazionale, che ha consentito alla nostra regione di essere conosciuta, apprezzata e visitata”.  

Parliamo di ciò che va migliorato. Se eletta alla Regione, qual è la prima iniziativa che pensa di promuovere?  

“La priorità sono le infrastrutture, perché specialmente nella parte settentrionale della Regione, ossia la zona dell’alto Tevere, devono essere molto migliorate, sia per quanto concerne il trasporto su gomma, sia sulle rotaie. Poi c’è il problema della sanità, settore in sofferenza ovunque, a partire dalle regioni a noi vicine, come la Toscana e l’Emilia Romagna. Il tema delle liste d’attesa esiste da molto tempo, ma questo è un vulnus nazionale con oggettive responsabilità da parte dei governi nazionali. I fondi destinati alla sanità venivano spesso dirottati in altre voci di bilancio, pure a livello regionale. In Umbria abbiamo ereditato “concorsopoli” che ha comprovato un radicato   sistema clientelare a livello sanitario, stortura riconosciuta anche a livello giudiziario. Noi, appena insediati, ci siamo ritrovati con queste difficoltà strutturali, unitamente alla pandemia, e abbiamo iniziato ad affrontare le problematiche più persistenti. La sanità va riqualificata partendo dagli ospedali e dai centri più importanti snellendo le liste d’attesa, riorganizzando il sistema sanitario in previsione dell’assunzione di personale specializzato, anche attraverso nuove convenzioni, sopperendo così alle carenze d’organico. Ad ogni modo, trovo incoerente l’accusa mossa dalla sinistra circa la nostra presunta volontà di diffondere un’idea di sanità privata, considerando che in realtà l’Umbria è tra le ultime regioni d’Italia a presentare strutture mediche private”. 

Insomma, in vista del voto del 17-18 novembre, si sente di essere positiva? 

“Sicuramente. Una cosa è certa: il cambiamento avviato dalla Giunta Tesei non si può fermare. E non può tornare la sinistra col suo vecchio sistema di potere che ha relegato l’Umbria a parametri da regione depressa. Una sinistra che oggi ha il coraggio di dirci quello che lei per prima non è stata capace di fare”. 

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