Nonostante la prima, cordiale, telefonata tra il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Vladimir Putin, nella quale il tycoon ha esortato il presidente russo a evitare l’escalation militare in Ucraina, l’esercito di Mosca ha invece intensificato gli attacchi verso le province meridionali ucraine. In un attacco senza precedenti, le forze russe hanno impiegato in Ucraina in 24 ore un record di 145 droni, soprattutto kamikaze Shahed iraniani, causando danni e feriti. Le difese aeree di Kiev ne hanno abbattuti 62: altri 67 risultano dispersi, 10 hanno lasciato lo spazio aereo ucraino in direzione di Moldavia, Bielorussia e Russia. In una settimana sono 600 i droni lanciati all’assalto, ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky. Sull’altro fronte, i russi annunciano la distruzione di 70 velivoli, oltre la metà nella regione di Mosca che hanno causato feriti e la chiusura per diverse ore degli scali della capitale. Intanto continua a salire il bilancio delle vittime dei raid russi di stanotte sul sud dell’Ucraina. Le autorità locali citate dai media di Kiev affermano che a Mykolaiv ci sono almeno cinque morti e un ferito, mentre a Zaporizhzhia si registrano un morto e 20 feriti.
Secondo gi osservatori, la prima telefonata di Trump è sembrata quasi un monito, un’esibizione muscolare a scopo deterrente, anche se per ora non sembra aver frenato l’offensiva russa. Nella loro telefonata i due leader hanno discusso l’obiettivo della pace nel continente europeo, e il presidente eletto americano ha espresso interesse per ulteriori conversazioni per discutere una rapida risoluzione della guerra in Ucraina. Un primo approccio al dovrebbero seguirne altri.



