Mentre è quasi pronta la nuova squadra del governo Trump, in queste ore pende sul capo del neo eletto Presidente ancora l’accusa sul caso Stormy Daniel. La sentenza sui pagamenti alla pornostar per il quale Trump fu condannato lo scorso 30 Maggio è stata posticipata al 19 novembre. A comunicarlo il giudice Juan Merchan, che ha spiegato che la motivazione risiede nelle «circostanze senza precedenti», vale a dire l’elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti. Lo scorso luglio la Corte Suprema aveva sancito l’immunità per il capo di Stato. Il timore ora, è che Merchan possa decidere di annullare la condanna basandosi proprio sulla sentenza di luglio. La condanna, potrebbe andare da una semplice ammenda a quattro anni di reclusione. Nonostante il rinvio il Tycoon va avanti con la formazione della squadra ormai piuttosto definita con a capo agli esteri il primo segretario di stato latino il cinquantatreenne Marc Rubio senatore della Florida. Il dipartimento per l’efficienza governativa sarà guidato dal fido Elon Musk mentre la governatrice del South Dakota Kristi Noem è destinata a diventare segretario per la sicurezza interna. La governatrice ha promesso di portare a termine un forte giro di vite sull’immigrazione, compito nel quale sarà aiutata da Tom Homan, soprannominato il nuovo “zar dei confini”. Capo dell’Ice nei primi anni della prima amministrazione Trump, Homan, fu il volto di misure fortemente criticate come il muslim ban e la separazione dei bambini dai genitori alla frontiera. Ora ha assicurato che aumenterà le incursioni sul posto. A legiferare sul fronte anti-immigratzione anche Stephen Miller, che torna ora come vice capo dello staff. Come suo diretto superiore Trump conferma Susie Wiles, la «ragazza di ghiaccio» prima donna capo dello staff, una posizione esecutiva di forte rilievo, alla Casa Bianca. Il ruolo di massimo funzionario della sicurezza nazionale di Trump sarà ricoperto da Mike Waltz, un veterano dell’esercito. Lee Zeldin guiderà l’Epa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente. Elise Stefanik, sarà la prossima ambasciatrice alle Nazioni Unite. Convinta difensore di Israele e feroce critica dell’Onu, Stefanik è un’alleata instancabile di Trump che ha difeso con accanimento nel 2019 durante il primo processo di impeachment contro l’allora presidente.


