Emilia Romagna, rivince il centrosinistra nonostante le alluvioni…

lunedì, 18 Novembre 2024
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Il centrodestra dovrà rimettere ancora una volta nel cassetto il sogno di espugnare l’Emilia-Romagna, governata ininterrottamente dalla sinistra dall’istituzione delle regioni, nel 1970. Michele de Pascale, candidato di un campo larghissimo, sindaco Pd di Ravenna, è il nuovo governatore della regione e succede a Stefano Bonaccini. Com’era ampiamente previsto, la sua vittoria è stata piuttosto netta con uno scarto molto ampio su Elena Ugolini, lanciata dal centrodestra, al punto che anche l’auspicio di Bersani «Dobbiamo non solo vincere, ma vincere bene», è stato esaudito.

Le due drammatiche alluvioni consecutive, che hanno squassato il territorio emiliano-romagnolo con conseguenze drammatiche, sembrano non aver avuto alcun peso nell’urna. Anzi nelle località colpite dal maltempo l’affluenza è stata alquanto sostenuta. Di contro, è possibile che gli elettori in dissenso con la giunta Bonaccini abbiano deciso di non andare a votare sicché la bassa affluenza generalizzata ha finito per favorire ovviamente il centrosinistra. Tuttavia, la perdurante fuga dei cittadini dalle urne è un dato preoccupante, che fa riflettere anche stavolta, soprattutto in una regione abituata a percentuali superiori anche al 90 per cento quando ci sono le elezioni, ma che in questa circostanza ha fatto registrare poco più del 46 per cento. Ma si sa che passato l’appuntamento, i partiti preferiscono concentrarsi sull’analisi delle vittorie o delle sconfitte accantonando un argomento scomodo come la disaffezione della gente per la politica.

Una roccaforte storica si diceva, che il centrosinistra non poteva permettersi di perdere. Il senso delle regionali in Emilia-Romagna era sostanzialmente questo: finita l’era di Stefano Bonaccini il Pd si è affidato al sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, mentre il centrodestra ha tentato l’assalto, spinto dal governo, con Elena Ugolini, insegnante e preside, indipendente dai partiti, di area Comunione e Liberazione.

Il partito di maggioranza, dopo una discussione abbastanza rapida che ha preso in esame anche gli assessori uscenti, Irene Priolo e Vincenzo Colla, ha scelto de Pascale, 40enne, sindaco dal curriculum classico dell’amministratore emiliano-romagnolo, con la benedizione di Bonaccini e della segretaria Elly Schlein.

Attorno a lui si è compattata una coalizione in una inedita versione extralarge, con Pd, M5s, Avs e tutta l’area lib-dem, compresa Italia Viva, il cui coinvolgimento ha rappresentato l’unico momento di frizione di tutta la campagna elettorale all’interno della coalizione, a causa del veto di Giuseppe Conte a inserire. La soluzione, però che non ha scontentato alcuno è stata quella di inserire i candidati di Italia Viva nella lista civica a sostegno di de Pascale. Una coalizione larghissima, quindi, i cui partiti alle europee di giugno, sommati insieme, hanno preso circa 15 punti percentuali in più rispetto al centrodestra.

Ma attenzione, è prevista a breve una conferenza stampa di Matteo Renzi, che ringalluzzito anche questa affermazione cercherà di mettere le cose in chiaro per le prossime occasioni sulle modalità dell’alleanza, ma soprattutto in vista dell’assemblea costituente del Movimento 5 Stelle convocata da Conte nel fine settimana, dalla quale un movimento ridimensionato anche da queste elezioni regionali, potrebbe uscire spaccato in due monconi.

Dall’altra parte ci ha provato Elena Ugolini, candidata civica, insegnante, già  sottosegretaria all’Istruzione nel governo guidato da Mario Monti. Il centrodestra l’ha sostenta compatto, ma il dato saliente alla luce del voto è la   notevole affermazione di Fratelli d’Italia salita al 24 per cento e che sembra aver cannibalizzato il voto di Forza Italia e Lega, fermi a uno striminzito 5 per cento, e dalla lista Ugolini che le ha appaiate, segno in ogni caso la presenza di un candidato moderato e lontano dai partiti non è stata una cattiva idea. Ma la vittoria del centrosinistra data per certa fino a qualche ora prima del voto, al punto che la stessa Meloni ha preferito collegarsi da remoto con i vari comizi, è stata addirittura sicura dopo gli exit poll.

Foto: parmatoday

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