Alec Baldwin è stato premiato con il prestigioso Premio Stella della Mole al Torino Film Festival, dove presenterà al pubblico una proiezione speciale del celebre film Caccia a Ottobre Rosso. Durante l’incontro stampa, l’attore ha parlato con schiettezza di temi cruciali, tra cui la politica statunitense con la rielezione di Donald Trump, la disinformazione dei media, e la necessità di un cambiamento radicale nella lotta contro la violenza sulle donne, un messaggio che ricalca quello mandato dallo stesso palco anche da Sharon Stone. Baldwin ha anche condiviso la sua visione sul cambiamento del cinema, riflettendo sulla sua carriera e sul significato di lavorare con i grandi talenti del settore.
Come ha reagito alla rielezione di Trump?
“Metà del Paese è felicissima, l’altra metà meno. È un momento difficile per l’America. Sono preoccupato per quello che sta succedendo nel mio paese.I media sono cambiati molto. In passato, c’erano delle testate giornalistiche e dei canali che cercavano di mantenere una certa integrità. Ma ora, con il boom dei media online, siamo entrati in un’era di disinformazione. Si punta più sui clic che sul contenuto. E tutto è diventato molto sensazionalistico. Le persone ormai sono sempre alla ricerca dello scoop, della notizia che colpisce. E purtroppo, quando parli con i giornalisti, devi stare attento, perché possono fraintendere ogni tua parola.”
Cosa l’ha spinta ad intraprendere la carriera cinematografica e cosa ricorda del film Caccia a Ottobre Rosso che presenta oggi?
“Lavorare in un film come Caccia a Ottobre Rosso è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera. Ho avuto la possibilità di lavorare con Sean Connery, un’icona del cinema. Ricordo che la sua presenza era talmente forte che dovevi adattarti al suo livello, ma allo stesso tempo era una grande opportunità di apprendimento. E, ovviamente, lavorare al fianco di un cast incredibile è sempre una sfida e un privilegio.”
Cosa la appassiona oggi nel mondo del cinema?
“Quello che amo oggi nel cinema, in particolare nei thriller, è che tutto si fa in modo molto più sottile. Non c’è bisogno di esagerare; è tutto un gioco di luce, musica, e fotografia. Quando fai un thriller, devi andare in profondità. Ho avuto il privilegio di lavorare con alcuni dei migliori direttori della fotografia e compositori, come Gordon Willis e Jerry Goldsmith, che hanno reso quei film indimenticabili. Oggi, mi piace il fatto che i film possano immergerti in un’atmosfera, senza dover ricorrere a troppe spiegazioni.”
In qualità di uomo e personaggio pubblico, come vede la lotta contro la violenza sulle donne e qual è il suo pensiero al riguardo?
“La lotta contro la violenza di genere è una causa che deve essere affrontata con urgenza. C’è ancora tanto da fare per garantire che le voci delle donne vengano ascoltate, specialmente nel mondo del cinema e dei media. Prendiamo il caso di Shiori Ito, una giornalista e documentarista giapponese che ha subito un’esperienza traumatica di violenza, ma ha trovato il coraggio di denunciarla pubblicamente. Questo è il tipo di coraggio che dobbiamo sostenere. Abbiamo bisogno di più voci femminili, più donne nel cinema, più donne registe. Non possiamo più permettere che il cambiamento non avvenga. E dobbiamo combattere contro ogni tipo di disinformazione che cerca di minimizzare queste esperienze.”
Cosa la preoccupa di più per il futuro dell’America?
“Ci sono tante sfide da affrontare: l’ambiente, il problema della plastica, del permafrost: ci sono molecole di plastica in ogni angolo del pianeta. I veri problemi da risolvere sono questi. Sarà necessario che ogni edificio abbia una componente di energia alternativa. Ogni ospedale, scuola, aeroporto, edificio governativo dovrà avere il fotovoltaico sul tetto. Bisogna forzare gli Stati a lavorare sulle fonti energetiche alternative. Ma non ci si potrà mai sbarazzare del petrolio e del gas. Puoi immaginare un’ambulanza o un’auto dei pompieri elettrica e si deve rifornire alla colonnina?”.
Il video di Alec Baldwin a Torino
in cui parla dell’America di Trump



