Il nostro viaggio sulle orme di Bacco parte da Brescia, deliziosa città d’arte fino a cui si estende la Franciacorta, un regno di colline tappezzate da vigneti e che parte dalla sponda sud del Lago d’Iseo.
Ci avventuriamo in un territorio di 19 comuni e circa 200 km² nel cuore della Lombardia, in un fazzoletto di terra che, soprattutto d’autunno, è un alternarsi di tinte dorate, bronzee e aranciate, intervallate da borghi di pietra da cui svettano maestosi castelli merlati e ieratici monasteri.
Scopriamo che qui Bacco ha trovato la sua massima fioritura tra vitigni e cantine dal sapore antico e cistercense, in un intreccio tra buon vino, storia, cultura e geografia, e che ha portato questo territorio ad essere oggi uno dei più prolifici e pregiati produttori di vino spumante esportato in tutto il mondo.
Una volta a tavola, Bacco lo ritroviamo anche in prelibatezze culinarie come il risotto di Franciacorta o le pappardelle ripiene con zucca e Franciacorta.
Ma il buon Dioniso è anche in cascine, castelli e ville patrizie che puntellano questo lembo di terra silenzioso e produttivo, fatto di dolci saliscendi collinari e laboriosi monaci. Viviamo un’affascinante e inaspettato viaggio indietro nel tempo in borghi come Rovato, capitale della Franciacorta fatta di strade lastricate e profumo di vino, con il suo convento della Santissima Annunciata a metà tra turismo e spiritualità, e dove non manca una produzione vinicola oggi gestita da una fondazione.
E alla fine, scopriamo che i filari di Bacco e i suoi millenari segreti si fanno strada anche tra la dimensione naturalistica, con itinerari non solo su quattro ma anche su due ruote, a piedi o in sella a un cavallo, e che ci portano a vagare alla ricerca di un buon vino, verità dei pensieri, “oblio degli affanni”.
di Loredana Capobianco



