Francia al tracollo, l’Europa andrà giù con lei?

venerdì, 29 Novembre 2024
2 minuti di lettura

Se la Germania in crisi industriale è il malato d’Europa la Francia promette di essere direttamente la moribonda. Il governo guidato da Michel Barnier, nato da un delicato equilibrio tra il centrismo di Emmanuel Macron e il sostegno di una parte della destra, sta clamorosamente fallendo l’obiettivo di mettere in ordine i conti pubblici senza perdere l’appoggio parlamentare. Se non si riuscirà a trovare un accordo per tagliare – e di molto – la generosissima spesa pubblica – la Francia rischia un tracollo che minaccia la stabilità dell’intera Unione Europea.
La spesa fuori controllo e il peso del debito
Un tracollo che, ammettiamolo, è tutt’altro che inatteso. Per anni la Francia ha vissuto con un modello di spesa pubblica insostenibile. Generosi programmi sociali, pensioni anticipati e interventi straordinari durante la pandemia hanno gonfiato il deficit, che nel 2024 si attesta al 6,1% del PIL, oltre il doppio del 3% imposto dall’Unione Europea. Il debito pubblico, ormai fuori controllo, ha portato i mercati a considerare la Francia un debitore sempre più rischioso. Lo spread tra i titoli di Stato francesi e quelli tedeschi ha recentemente superato la soglia simbolica degli 80 punti base, un livello mai visto dal 2012, e in alcuni momenti il rendimento ha persino superato quello dei titoli greci.
Problema loro? Anche nostro purtroppo. Se un Paese con la potenza economica e demografica della Francia dovesse trovarsi in difficoltà, l’Eurozona rischierebbe una crisi di fiducia come quella che, un decennio fa, colpì Grecia, Portogallo e Spagna. Ma, a differenza di allora, la Banca Centrale Europea non sta più comprando massicciamente obbligazioni per contenere i tassi d’interesse.
La politica come detonatore
A complicare ulteriormente la situazione c’è il caos politico. Dopo aver perso la maggioranza assoluta in Parlamento, Macron ha nominato Michel Barnier primo ministro, ma la sua coalizione dipende dal fragile appoggio del Rassemblement National di Marine Le Pen. Questo sostegno, però, è condizionato a concessioni su temi come l’immigrazione, il potere d’acquisto e la spesa sociale. Proprio su queste questioni, Le Pen ha minacciato di ritirare la fiducia, lasciando intravedere la possibilità di una mozione di sfiducia. Se il governo cadesse, la Francia si troverebbe senza una legge di bilancio per il 2025, uno scenario che aumenterebbe ulteriormente le tensioni economiche e politiche.
Barnier ha tentato di arginare le critiche ritirando alcune misure impopolari, come l’aumento delle tasse sull’elettricità, ma queste concessioni potrebbero non essere sufficienti. L’opposizione, sia di destra che di sinistra, appare sempre più determinata a sfruttare l’instabilità del governo per perseguire i propri obiettivi politici, anche a costo di spingere il Paese verso l’incertezza.
L’illusione del benessere e il rischio per l’Europa
Ma il problema non è solo francese. Se la Francia non riuscirà a stabilizzare i propri conti, l’intero progetto europeo potrebbe essere messo in discussione. L’Unione, già alle prese con divisioni interne e sfide geopolitiche, non può permettersi che uno dei suoi membri principali diventi fonte di instabilità. I mercati guardano con crescente preoccupazione a Parigi, e un’escalation della crisi potrebbe avere effetti domino sull’intera Eurozona.
Parigi è insomma a un bivio: o accetta di affrontare riforme dolorose ma necessarie per riequilibrare la propria economia, o rischia di trascinare sé stessa e l’Europa in una nuova crisi. Il tempo stringe, e la responsabilità non è solo del governo, ma di un’intera classe politica che deve riconoscere l’urgenza della situazione. Bruxelles e i mercati stanno osservando, e l’esito di questa crisi potrebbe ridefinire il futuro di un vecchio continente già in difficoltà, stretto tra la belligeranza di Putin e l’atteggiamento competitivo di Trump, che all’Europa finora ha promesso solo dazi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.