Emmanuel Macron ha parlato ieri alla nazione per dire che non ha alcuna intenzione di dimettersi. Ha affermato che rimarrà presidente fino alla fine del suo mandato, nel 2027, esercitando appieno le sue prerogative.
Parlare alla nazione è sempre un atto solenne e impegnativo. Ma chi pensava che il discorso del capo dello Stato francese, di fronte alla grave crisi politica che sta attanagliando in questi giorni il Paese, sarebbe stato sul modello dei grandi statisti del passato, da Carles de Gaulle a Francois Mitterrand, sarà rimasto sicuramente deluso: il discorso di “monsieur le president” non è stato altro che lo sfogo di un narciso infuriato.
Infuriato ovviamente per lo schiaffo che gli hanno inferto Marine Le Pen, da destra, e Jean-Luc Mélenchon, da sinistra, sfiduciando il governo di Michel Barnier. Non appare minimante sfiorato dal dubbio, l’inquilino dell’Eliseo, che forse il principale responsabile dell’attuale crisi politica sia proprio lui. E ciò a causa di quell’improvvida decisone presa a giugno di sciogliere il Parlamento e indire elezioni legislative anticipate. E tutto questo per il solo fatto che, alle Europee, il Rassemblement National aveva surclassato la sua lista “Ensemble”. No, Macron ha scaricato tutta la responsabilità su «estrema destra ed estrema sinistra (che) si sono unite in un fronte anti-repubblicano».
Ma il colmo del narcisismo il presidente lo raggiunge quando afferma che la scelta di rimandare i francesi alle urne «non è stata compresa». Ciò è una «mia responsabilità». Capito? La colpa dell’attuale caos francese non sarebbe la sua, per la dissennata decisione che prese nel giugno scorso, no, la colpa sarebbe dei francesi che non lo hanno «compreso». Quindi il richiamo alla sua «responsabilità» è solo per ammettere di non essersi spiegato bene. Ma nulla più.
Chiuso nella sua autoreferenziale torre d’avorio (atteggiamento tipico delle personalità narcise), Macron non pare ancora essersi accorto che il suo popolo non gli dà più retta, che non la pensa affatto come lui. Secondo un sondaggio di Odoxa-Backbone Consulting per “Le Figaro”, quasi la metà del Paese lo ritiene responsabile dell’attuale instabilità, molto più del RN (11%) e del Nuovo Fronte Popolare (10%) che hanno determinato la caduta di Barnier . Secondo lo stesso sondaggio, il 59% dei francesi sarebbe convinto che Macron dovrebbe dimettersi.
Macron non ha nemmeno indicato la via per uscire dall’attuale situazione. Ha solo detto che nei prossimi giorni indicherà «un primo ministro di formare un governo di interesse generale». Il premier incaricato – ha aggiunto- dovrà «fare consultazioni e formare un governo ristretto al vostro servizio».
Macron ha quindi comunicato lo stretto indispensabile, segno che le consultazioni, dietro le quinte, tra i leader politici sono tutt’altro che semplici. I nomi che circolano in queste ore non sono altro che contentini per soddisfare per qualche giorno la curiosità dei giornalisti. Il problema è che la frammentazione del quadro parlamentare (tre blocchi che si guardano in cagnesco), con tutto il suo corredo di veti incrociati e reciproci sospetti, rende improbabile una soluzione “politica”, cioè che il prossimo primo ministro possa essere un esponente di partito.
Ecco che in queste ore si sta facendo strada l’ipotesi di un “governo tecnico”, soluzione mai sperimentata nella storia politica francese. Si tratterebbe di un esecutivo “neutrale” che avrebbe il compito di spegnere le tensioni politiche, condurre in porto una decente legge finanziaria per tranquillizzare i mercati sempre più nervosi, traghettare la Francia verso nuove elezioni anticipate, che non potrebbero avvenire prima del luglio prossimo.
Secondo il sondaggio citato prima, una simile soluzione sarebbe gradita da una netta maggioranza di francesi. Il 59% sarebbe favorevole a un capo del governo fuori dal contesto politico. Non sanno però, i francesi, che, una volta entrato in funzione un governo tecnico, non è poi tanto facile mandarlo via e che comunque si inaugura un triste precedente nella vita politica. È meglio non dirglielo. Ci potrebbero rimanere male. Comunque buona fortuna.


