Affittare una stanza per una notte o una casa intera per le vacanze non sarà più come prima. Dal 1° gennaio 2025, chi decide di mettere a disposizione il proprio immobile per locazioni brevi o per finalità turistiche dovrà rispettare nuove regole. Una su tutte: l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), uno strumento pensato per garantire trasparenza e sicurezza in un settore in continua espansione.
Ma cosa cambierà davvero? Immaginate di voler affittare la vostra casa al mare per qualche settimana l’anno. Prima di pubblicare l’annuncio sul sito o sull’app preferita, sarà necessario ottenere il CIN tramite la Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), consultabile sul portale del Ministero del Turismo. Non solo: il codice dovrà essere ben visibile fuori dall’immobile e riportato in tutti gli annunci.
Questa novità non è solo una formalità. Per richiedere il CIN, bisognerà dichiarare che la casa rispetta precise norme di sicurezza. Tra queste, l’installazione di rilevatori di gas e monossido di carbonio e di estintori portatili, con regole chiare: almeno uno ogni 200 metri quadrati e uno per ogni piano, anche se la superficie complessiva è inferiore. Perfino chi affitta una sola stanza dovrà adeguarsi.
Dietro queste regole c’è l’intenzione di garantire maggiore tutela sia agli ospiti sia ai proprietari. Pensate a un turista che prenota un soggiorno in una casa senza sapere se è sicura. I nuovi obblighi puntano proprio a eliminare situazioni di rischio.
Le FAQ aggiornate dal Ministero del Turismo a novembre chiariscono ogni dubbio. Ad esempio, le case religiose che offrono ospitalità gratuita non dovranno richiedere il CIN, ma gli agriturismi sì, anche se la normativa regionale non lo prevede esplicitamente. Inoltre, se la locazione supera i 30 giorni, l’obbligo di comunicare gli ospiti alla Questura sarà assorbito dalla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.
Queste regole, se da un lato appesantiscono gli adempimenti per i locatori, dall’altro vogliono portare ordine in un mercato spesso frammentato. Affittare non sarà più un’attività improvvisata: anche chi non opera come imprenditore dovrà attenersi a standard precisi.
Chi gestisce più di quattro appartamenti, per esempio, sarà tenuto a presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), mentre per tutti rimane obbligatoria la comunicazione dei dati degli ospiti tramite il portale della Polizia di Stato.
Il settore delle locazioni brevi, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, richiede un sistema che protegga chi viaggia e chi ospita. Con l’introduzione del CIN e dei nuovi requisiti di sicurezza, il 2025 segnerà un cambio di passo.
Non sarà più sufficiente avere una casa libera da affittare. Sarà necessario adeguarsi a un sistema che punta a professionalizzare anche i privati, con una domanda implicita: “Sei pronto a rispettare queste regole per offrire un soggiorno sicuro e conforme alle norme?”
La sfida è aperta. Per chi la accoglie, il futuro potrebbe riservare un mercato più ordinato, più sicuro e, forse, più redditizio.



