Mollicone ad Atreju: “Sanremo risorsa strategica, stop alle fake news su Tax Credit e cinema” | Video

venerdì, 13 Dicembre 2024
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A margine di un panel dedicato alla cultura durante Atreju, il presidente Federico Mollicone ha affrontato temi centrali per il dibattito culturale nazionale. Dalla difesa del Festival di Sanremo come risorsa strategica del servizio pubblico, alla smentita delle fake news sul Tax Credit e sulle presunte fughe di grandi produzioni straniere, Mollicone ha ribadito la visione della destra sulla cultura: non egemonia, ma sintesi tra diverse prospettive. Nell’intervista, ha anche risposto alle critiche di Antonio Scurati sul servizio pubblico, sottolineando l’importanza della RAI come garante del pluralismo culturale.

Presidente Mollicone, oggi qui ad Atreju si è tenuto un interessante panel sulla cultura. Si sono toccati temi rilevanti, partendo da quello del giorno: il Festival di Sanremo. Sanremo è considerato una risorsa importante per il servizio pubblico, riconosciuta anche da Mediaset. Il Comune ha dichiarato che si schiererà al fianco della RAI in un eventuale ricorso. Qual è la sua opinione in merito?

“Per quanto riguarda Sanremo, sono già intervenuto a sostegno della RAI. Ha fatto benissimo a dire che ‘Sanremo è Sanremo’, come dice lo slogan, e lo sarebbe in qualsiasi auditorium o teatro. Tuttavia, storicamente, sosteniamo che Sanremo debba rimanere nella sua città di origine, e il Comune di Sanremo ha giustamente scelto di schierarsi con la RAI. Il ricorso contro questa decisione ci sembra un po’ strampalato. Gli interessi sono legittimi, per carità, ma noi stiamo dalla parte dell’azienda pubblica”.

Sono state smentite delle indiscrezioni a proposito del tax credit?

“Sì, innanzitutto questo panel sulla cultura ha dimostrato che la cultura non solo è di casa a destra, ma fa parte della nostra visione strategica. Non però in senso egemonico: a noi l’egemonia culturale non interessa. Ci interessa piuttosto la sintesi tra diverse culture, e lo abbiamo ribadito anche oggi. Abbiamo anche smentito una serie di fake news, come quella apparsa sul Foglio riguardo al Tax Credit e alla presunta fuga di grandi produzioni straniere, in particolare quella di Angelina Jolie. Abbiamo chiarito che quella produzione ha ricevuto 1 milione di euro di Tax Credit e ha generato 2,5 milioni di euro di indotto in Italia. Ci sono molte fake news che vengono diffuse ad arte per creare un clima disfattista attorno al mondo del cinema. Ma oggi abbiamo presentato i dati: il Tax Credit funziona. Le proposte sono centinaia e c’è grande entusiasmo. Siamo con le produzioni italiane e internazionali che vogliono lavorare in Italia e con le Film Commission. Siamo dalla parte del cinema italiano e di quello internazionale che investe nel nostro Paese. Abbiamo anche dimostrato una grande sensibilità sul tema dell’immaginario italiano, che non è sciovinismo. L’immaginario italiano significa raccontare le diverse storie e i personaggi storici italiani da tutti i punti di vista, senza preclusioni, pregiudizi o censure.

Presidente, c’è chi sostiene che si stia tentando di screditare la cosiddetta “cultura di destra” o la “nuova destra”. Secondo lei, perché accade questo?

“Secondo me, è sbagliato parlare di ‘cultura di destra’ e ‘cultura di sinistra’. Per anni, c’è stata un’egemonia di una parte della sinistra, ma col tempo questa egemonia si è trasformata in ‘poltronismo’. Si sono creati aggregati che si occupavano solo di tutelare se stessi, senza più una visione ideologica. Noi, invece, puntiamo alla creazione di una cultura nazionale, una sintesi tra un punto di vista più progressista e uno più conservatore. È una soluzione inedita e, per certi versi, innovativa. A noi non interessa l’egemonia. Abbiamo autori di riferimento e un mondo culturale di riferimento, ma a noi interessa la sintesi. Non cerchiamo il dominio di una cultura sull’altra, ma la coesistenza e il confronto. Questo approccio rappresenta una novità rispetto al passato.”

Un’ultima cosa, Presidente. Antonio Scurati, durante la presentazione del suo libro M. Il figlio del secolo, ha dichiarato che “non esiste più un servizio pubblico in Italia”. Come risponde a questa affermazione?

“Vabbè, Scurati fa il suo mestiere, che è quello di scrittore e autore. Si tratta di una posizione che rientra nel suo lavoro, e in un certo senso fa parte della promozione del suo prodotto editoriale. Nulla di strano, fa bene a fare il suo lavoro. Gli faccio tanti auguri.”

La video intervista a Moliccone ad Atreju

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