Aumento ai ministri, dilaga la polemica: ecco quanto guadagnano

lunedì, 16 Dicembre 2024
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Le opposizioni lo chiamano “emendamento vergogna” ed è l’aumento dello stipendio ai ministri “tecnici” (cioè non parlamentari) predisposto in Commissione Bilancio della Camera. La polemica dilaga, visto che si tratta di una misura assai impopolare. Ma, in sé e per sé, questo “aiutino” a diversi membri del governo avrebbe pure le sue ragioni. Cerchiamo di capirci qualcosa.

Innanzi tutto, quanto guadagnano ora i ministri non parlamentari? All’incirca 5000 euro al mese, più o meno quanto percepiscono i loro capi di gabinetto o gli alti dirigenti del ministero. A questa somma vanno aggiunte 3500 euro di rimborso spese, che però non vengono erogate se il ministro sta per più di 15 giorni al mese fuori Roma (è un’indennità destinata principalmente a coloro che non risiedono nella Capitale). La proposta è quella di equiparare lo stipendio mensile dei ministri “tecnici” a quanto percepiscono i loro colleghi parlamentari, i quali usufruiscono di una doppia indennità (da ministro e da deputato o senatore). Questa equiparazione consiste in circa 7000 euro mensili.

Certo si tratta di belle somme. Ma, se consideriamo l’alta responsabilità (anche  penale) che si assume un ministro per ogni sua decisione oppure per ogni decreto cui appone la firma, non è poi tanto. Comunque non è scandaloso volere eliminare l’anomalia in base alla quale (a parità di responsabilità) ci sono ministri che guadagnano assai più di altri loro colleghi al governo.

Del resto, manager del settore privato e professionisti affermati arrivano a guadagnare ben più di un ministro, un viceministro o un sottosegretario. E non è infrequente il caso che un responsabile di dicastero debba rinunciare, nel corso del suo mandato, a più remunerative attività lavorative. Tipico il caso di Guido Crosetto che ha dovuto sospendere la sua attività di manager da quando ha assunto la carica di ministro della Difesa. Per la cronaca, diciamo che, insieme a Crosetto, sono interessati all’equiparazione i ministri Abodi, Calderone, Valditara, Piantedosi, Locatelli, Giuli, Schillaci e Calderone. A questi vanno aggiunti altri 8 membri del governo, tra viceministri e sottosegretari.

Insomma, Elly Schlein e tutti i leader dell’opposizione stanno alzando un polverone che non avrebbe in realtà ragion d’essere. E il dato paradossale è che, a scatenare la polemica, sono parlamentari i quali percepiscono dallo Stato più soldi di quelli dei ministri contro cui lanciano i loro strali. Però…

Però si tratta comunque di una proposta quanto mai inopportuna, se non sul piano morale, quantomeno su quello politico. Perché, anche il sostenitore più acceso del centrodestra, non può che rimanerci male quando vede che viene (considerevolmente) aumentato lo stipendio ai ministri nel tempo in cui si impongono sacrifici e tagli al bilancio. E ciò al fine di rimanere dentro i parametri europei, impresa (sia detto per inciso) sempre più improba e dolorosa, ma a cui non si può  sfuggire.

In tale contesto, ha buon gioco l’opposizione nel sollevare il facile argomento che l’”aiuto” ai ministri di migliaia di euro avviene proprio quando le pensioni minime ricevono un aumento di appena 1,8 euro al mese, meno di un caffè e cornetto.

Il problema è che, anche se viviamo in un Paese in cui imperversano evasori e maneggioni vari, ai politici si richiede un surplus di “virtù”. Non sono come i privati cittadini che vengono giudicati solo per quello che fanno.  No, i politici (soprattutto se ministri) devono anche aderire a un modello morale. Devono essere un esempio per tutti, sacrificandosi, senza fiatare, per il bene pubblico. Così funziona, da sempre, nel rapporto tra governati e governanti. E questa regola s’è rafforzata proprio nel tempo dei social e delle comunicazioni istantanee di massa.

È tutta una grande ipocrisia? Non c’è dubbio. Ma un’ipocrisia ineliminabile, soprattutto in una società, come quella italiana, di vizi privati e pubbliche virtù, una società che oscilla costantemente tra perbenismo e spregiudicatezza. Il moralismo è spesso l’altra faccia della cattiva coscienza. Strano che navigati esponenti politici come gli attuali governanti italiani abbiano commesso l’ingenuità di aumentare l’indennità ad alcuni ministri  in tempi di vacche magre come quelli in cui ci troviamo oggi.

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