Si torna a parlare di debito comune europeo e patto di stabilità, durante il Simposio annuale del CEPR (Centre for Economic Policy Research) nel week end a Parigi. Ed è Mario Draghi a riaccendere la discussione. L’ex inquilino di Palazzo Chigi rilancia le nuove regole del patto di stabilità: “Tutti i Paesi europei dovrebbero fare pieno uso del periodo di aggiustamento di sette anni per rendere disponibili ulteriori 700 miliardi per gli investimenti». Secondo Draghi sarebbe una quota significativa delle necessità di investimenti pubblici, per finanziare le riforme strutturali di cui l’Europa ha urgentemente bisogno, in mancanza di un debito comune europeo. Altro punto cruciale è l’export. L’ex numero uno di Bce torna ad ammonire l’Europa affinché cambi il suo modello economico, e se la Cina è meno favorevole ai produttori europei e ai rischi di un atteggiamento protezionistico della nuova amministrazione Trump, il cartellino giallo va al vecchio continente che ha tollerato secondo Draghi una bassa crescita salariale come mezzo per aumentare la competitività esterna, aggravando il debole ciclo reddito-consumo, con la rinuncia a usare lo spazio fiscale per contrastare la debole domanda interna. Oggi tutto questo secondo l’ex premier non è più sostenibile.
Draghi bacchetta l’Europa: non più sostenibili salari così bassi
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lunedì, 19 Ottobre 2026
