Sciopero trasporti 10 gennaio 2025 è un flop: vince Salvini sui sindacati | Video

venerdì, 10 Gennaio 2025
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Il primo venerdì del 2025 è segnato dal primo sciopero dell’anno, che ha coinvolto esclusivamente il settore dei trasporti: ferroviario, locale e aereo. L’agitazione, iniziata ieri sera alle 21, aveva sollevato preoccupazioni tra i cittadini per possibili disagi, in particolare nelle grandi città come Roma e Milano, e lungo le principali linee ferroviarie. Tuttavia, la giornata ha avuto sviluppi inaspettati che stanno già facendo discutere e che sembrano confermare l’inutilità di questa mobilitazione.

Sciopero trasporti 10 gennaio 2025 è un flop: il video da Roma Termini

Le immagini provenienti da Roma Termini, raccolte nel servizio de Lo Speciale, mostrano una situazione di assoluta normalità: nessun caos, nessuna folla accalcata. La stazione ferroviaria, solitamente tra le più trafficate del Paese, ha vissuto una giornata quasi normale, confermando il flop dello sciopero.

Rfi, contattata da Lo Speciale, ha dichiarato: “Lo sciopero non era impattante sui treni, come avevamo già anticipato, a differenza di quanto riportato dalle testate giornalistiche fino a questa mattina. Nessun disservizio è stato registrato.”

A Roma, il trasporto pubblico locale ha registrato una giornata senza particolari disagi. I bus sono circolati regolarmente, senza riduzioni del servizio, e le metropolitane sono rimaste aperte durante tutta la fascia oraria dello sciopero, dalle 8:30 alle 12:30. Secondo i dati forniti da Atac, l’adesione del personale si è fermata al 16,4%, ben lontana dalle aspettative.

Le parole del Codacons sul flop

Il Codacons è intervenuto con una nota ufficiale che definisce il primo sciopero del 2025 un totale fallimento: “Da nord a sud, il trasporto pubblico è rimasto regolare, e i disagi per gli utenti sono stati minimi. Le adesioni alla protesta sono state ben al di sotto delle aspettative, e ciò dimostra come queste mobilitazioni non abbiano più presa sui lavoratori e tanto meno sui cittadini. Lo sciopero del 10 gennaio deve portare a una riflessione profonda sull’esigenza di adottare nuove forme di protesta che non penalizzino gli utenti.”

L’associazione ha poi proposto un cambio di strategia per le future mobilitazioni: “Occorre studiare alternative, come lo sciopero delle biglietterie e dei controllori, che permettano ai lavoratori di portare avanti le proprie istanze senza interrompere i servizi essenziali al Paese. Questa modalità consentirebbe di ridurre al minimo l’impatto sui cittadini e al contempo darebbe maggiore credibilità alle richieste dei sindacati.”

Questa nota, con il suo tono critico, appare come un chiaro attacco a Maurizio Landini e ai sindacati. Secondo il Codacons, la leadership della Cgil starebbe perdendo autorevolezza, e lo sciopero si è trasformato in un’occasione mancata, lasciando emergere debolezze strategiche e di rappresentanza.

Salvini vince, Landini incassa

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva già anticipato, appena ieri, la possibilità di interventi per far rispettare la legge sugli scioperi e oggi, osserva il risultato di una protesta che non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati dai sindacati. Al contrario, le adesioni limitate sembrano dare ragione alla sua posizione e rimarcano quanto mormorano i detrattori di Landini: “Troppi scioperi rischiano di indebolire la forza delle sigle sindacali.”

A Roma, il trasporto locale, che rappresenta una delle cartine di tornasole per il successo o il fallimento di uno sciopero, è stato l’emblema della protesta fallita: autobus e tram hanno circolato senza interruzioni, e le metropolitane non hanno mai chiuso i battenti. Il risultato parla chiaro ed è una sconfitta personale per chi ha messo la faccia a favore di questo sciopero, in primis Maurizio Landini. Una sconfitta che potrebbe richiedere una profonda riflessione personale e strategica per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.

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