Trump cambierá pure l’Europa? Verso il colpo di grazia

martedì, 21 Gennaio 2025
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Giunge come un fulmine e scardina cielo e terra, infila una serie di prospettive che vanno a creare un terremoto economico, geopolitico e sociale a dispetto del vecchio continente, degli europeisti di lungo corso e degli anti trumpiani che lo vedono come una minaccia ormai da tempo. Donald Trump da ieri è seduto per il suo secondo mandato presidenziale sullo scranno di Capitol Hill e stavolta più di 8 anni fa è intenzionato a legiferare in un modo che farà tremare il vecchio continente. Molti i punti sul tavolo dell’esecutivo: dai dazi, al new deal fino alle regole economiche e ai dictat sociali in materia gender, il Tycoon scuote anche il più incallito europeista. Eccetto gli alleati di sempre il resto dei paesi europei teme questo nuovo vento che volente o nolente soffia da Washington. A prescindere dai modi nazional popolari e dal forte impeto dei suoi accoliti a tratti anche poco elegante lo sguardo è rivolto ad un solo interesse: l’America e gli americani. E l’Europa? Rimane a guardare? È un film già visto: com’è accaduto nel corso del primo mandato, tutto fa pensare che saremo più soli. Trump intende rimettere in discussione gli equilibri all’interno dell’alleanza atlantica (incardinata nella NATO), ha annunciato ancor meno sostegno americano all’Ucraina, e vuole riequilibrare il deficit commerciale degli Usa. Timide ma incisive le reazioni dell’Eurogruppo da Bruxelles. Prima tra tutte quella del ministro delle Finanze belga, Vincent van Peteghem: “La nuova amministrazione Trump deve suonare da sveglia per l’Europa, dobbiamo rimboccarci le maniche”, afferma in un misto di preoccupazione ed esortazione ad una nuova stagione più euro che atlantica. Anche il ministro dell’Economia del Portogallo, Joaquim Miranda Sarmento rassicura: “Da questa parte dell’Atlantico, l’Europa è preparata per continuare a cooperare“. Ultima la voce di Valdis Dombrovskis, commissario per l’Economia e già responsabile Ue per il Commercio, che offre un’altra lettura della situazione: “In gioco c’è molto ma se dovremo difendere gli interessi europei, saremo pronti”. Insomma l’Ue e la sua eurozona provano a tenere a bada il pessimismo.

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