Una raffica di decreti che portano la sua firma nel primo giorno di lavoro nello studio ovale. Non ha perso tempo Donald Trump che appena insediato ha firmato un centinaio di ordini esecutivi e revocato 78 disposizioni del suo predecessore Joe Biden. Non solo il cambio di nome per il Golfo del Messico, i provvedimenti contro l’immigrazione clandestina e l’avvio di un iter per modificare i diritti di cittadinanza negli Stati Uniti, ma anche l’uscita dagli accordi sul clima di Parigi e dall’Organizzazione mondiale della sanità non ultima l’amnistia per 1500 rivoltosi dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Queste le prime mosse, le più eclatanti, che hanno destato clamore ed eco in tutto il mondo. Ma soprattutto quello che aveva annunciato nel suo discorso di insediamento come presidente è avvenuto poche ore dopo: ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale al confine meridionale del Paese con il Messico. La misura consente di attingere alle risorse e al personale del ministero della Difesa per controlli alla frontiera e anche per riprendere la costruzione del chiacchierassimo muro di confine. Il neo presidente Usa ha anche cancellato un’app che consentiva ai migranti di notificare all’ufficio di frontiera, la US Customs and Border Protection, l’intenzione di entrare negli Stati Uniti e di programmare appuntamenti con le autorità per inoltrare una richiesta asilo. Altro colpo sferzato sul versante immigrazione la firma di un ordine che mira a ridefinire la cittadinanza per nascita, il processo attraverso il quale a tutte le persone nate negli Stati Uniti viene automaticamente concessa la cittadinanza americana. L’ordinanza, impedisce il riconoscimento della cittadinanza Usa a figli i cui genitori sono presenti illegalmente negli Stati Uniti. Sul fronte sicurezza severe le pene contro gang e crimine organizzato centroamericano designate come organizzazioni terroristiche straniere, nell’intento di rafforzare gli strumenti di contrasto allo spaccio di droga. Ma il più discusso senza dubbio dei decreti firmati dal Tycoon rimane il ritiro dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che fanno sapere non sarà un processo immediato. Provvedimento questo che era già stato avviato nel 2020 durante la pandemia ma bloccato da Biden appena venne eletto.
Insediamento Trump, ecco tutti i decreti giá firmati
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