Giornata della Memoria al Quirinale, Mattarella: “Bisogna spezzare le catene dell’odio!” | Video

martedì, 28 Gennaio 2025
4 minuti di lettura

La Giornata della Memoria al Quirinale, posticipata ad oggi per la presenza del presidente Sergio Mattarella ad Auschwitz in Polonia ieri,  è stata un momento di profonda riflessione e commozione. La cerimonia, aperta da un video con le testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah, tra cui quella di Sami Modiano, ha ribadito il valore della memoria come strumento per costruire un futuro di pace e giustizia. Nel corso della mattinata sono stati diversi gli interventi oltre a quello del Presidente, in primis quello della senatrice Liliana Segre e del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara. In prima fila membri del governo e le più alte cariche dello Stato tra cui la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana.

Giornata della Memoria al Quirinale, Mattarella: “Auschwitz è un simbolo dell’abisso in cui può cadere l’umanità”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tenuto un discorso toccante e incisivo, sottolineando l’importanza della memoria per contrastare le derive dell’odio e del razzismo: “La memoria è un dovere per tutti, per preservare la libertà e garantire un futuro di pace. Auschwitz non è solo un luogo del passato. È il simbolo dell’abisso in cui l’umanità può cadere quando abbandona i principi del rispetto, del diritto e della tolleranza”.

Mattarella ha poi lanciato un monito contro il risorgere dell’antisemitismo: “Il risorgere dell’antisemitismo è una piaga che dobbiamo combattere con forza. Gli italiani di origine ebraica hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell’Italia democratica ed europea. Sono cittadini liberi e rispettati, e tale devono sentirsi. La memoria è uno strumento essenziale per difendere la democrazia e la dignità umana”.

Il Presidente ha inoltre evidenziato l’attualità di questi temi: “Occorre spezzare le catene dell’odio. La guerra genera solo rovine e macerie, e la violenza alimenta il desiderio di vendetta. Dobbiamo costruire un futuro di dialogo e convivenza, perché senza memoria non c’è speranza”.

Tajani: “L’antisemitismo è un seme che può far rinascere il passato”

A margine della cerimonia, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rilasciato dichiarazioni ai cronisti tra cui Lo Speciale, sottolineando i rigurgiti di odio che stanno riaffiorando in Italia e nel mondo: “Quello che tutti quanti noi condividiamo è che non deve accadere mai più. Non è che perché è successo una volta non può succedere più. Io ieri ho inviato un messaggio a tutte le scuole italiane all’estero per ricordare e approfondire il tema dell’antisemitismo, che rischia di essere un seme capace di far rinascere ciò che è successo nel passato”.

Tajani ha poi condannato con forza recenti episodi di discriminazione: “Cacciare un giornalista dall’università perché è ebreo è una cosa incredibile. È successo sia a Roma che a Napoli. Mi pare che stiamo facendo passi indietro, non passi avanti verso la libertà e il rispetto”. Ha infine ribadito il suo appoggio al discorso del Presidente: “Mattarella è stato molto chiaro, condivido parola per parola quello che ha detto”.

Liliana Segre: “Il dolore del passato e la forza della memoria”

Tra gli interventi più toccanti della Giornata della Memoria al Quirinale, quello della senatrice a vita Liliana Segre. Con la sua testimonianza personale, Segre ha ricordato il suo arresto, la deportazione e il ritorno in un’Italia spesso indifferente: “Non ci sono parole nel vocabolario italiano per descrivere ciò che è stato Auschwitz. Quando sono tornata, ho trovato indifferenza. Non riuscivo a parlare, non trovavo le parole, e chi ascoltava non poteva capire”.

Segre ha raccontato anche il momento in cui, alla fine della guerra, vide un soldato tedesco gettare la sua arma: “Per un attimo ho pensato di raccogliere quella pistola e sparare. Ma ho capito che non avrei mai potuto uccidere nessuno. Quello è stato il momento in cui sono diventata una donna di pace”.

Valditara: “La memoria deve essere trasmessa ai giovani”

Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervenendo alla Giornata della Memoria al Quirinale, ha sottolineato il ruolo centrale della memoria nella formazione delle giovani generazioni. Citando Primo Levi, ha ricordato l’importanza di trovare parole per descrivere l’indescrivibile:“Primo Levi scriveva che per raccontare Auschwitz le nostre parole non bastano. Manca il linguaggio per esprimere la demolizione programmata dell’essere umano. Eppure, coltivare la memoria significa anche ritrovare le parole e i concetti per raccontare, per trasmettere ciò che è stato alle generazioni future”.

Valditara ha poi elogiato il ruolo delle scuole nel processo di trasmissione della memoria:“Non far vincere il dolore significa anche coinvolgere i giovani, ascoltare la loro sensibilità e creatività per comprendere e raccontare la tragedia della Shoah. È per questo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito promuove iniziative come il concorso ‘I giovani ricordano la Shoah’, per far sì che la memoria non sia solo un esercizio passivo, ma un ponte tra le generazioni”.

Ha concluso sottolineando il monito che la memoria offre al presente: “Ricordare oggi non è solo un dovere storico, ma un modo per vigilare contro ogni forma di odio, di discriminazione e di razzismo che ancora minacciano la nostra società”.

Di Segni: “La memoria deve vivere nei giovani”

Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha sottolineato l’importanza di educare le nuove generazioni: “L’antisemitismo è un problema della società intera, non solo degli ebrei. Viviamo sospesi tra il ricordo del passato e il timore per il futuro. È fondamentale che la memoria viva attraverso i giovani”.

Elena Sofia Ricci legge Giulia Spizzichino

Nel corso della cerimonia, l’attrice Elena Sofia Ricci ha offerto una toccante interpretazione di un monologo tratto dalla biografia di Giulia Spizzichino, che ha vissuto l’impatto devastante delle leggi razziali. Le parole lette da Ricci ricordavano le restrizioni, la povertà e la sofferenza inflitte agli ebrei italiani: “Le leggi razziali causarono devastazione economica e psicologica. Mio padre comprò un’automobile per portarci al mare, ma persino lì dovevamo restare in silenzio per paura di rivelare chi eravamo. Voglio ribadire che le leggi razziali non furono un provvedimento ‘all’acqua di rose’. Causarono povertà e morte”.

La Giornata della Memoria come impegno collettivo

La Giornata della Memoria al Quirinale si è conclusa con un messaggio unanime: ricordare è un dovere morale e collettivo. Le parole di Mattarella, Segre e Tajani hanno ribadito con forza l’impegno delle istituzioni e della società civile per combattere ogni forma di odio e discriminazione e preservare le fondamenta democratiche su cui si costruisce il futuro.

Il video dal Quirinale

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.