C’è soprattutto il fentanyl, l’oppiaceo che fa strage di americani, ad aver indotto Donald Trump a imporre pesanti dazi, tra gli altri, a Cina e a Messico. All’origine dei decessi per overdose, causati dalla vendita del farmaco nelle strade delle città statunitensi, ci sono sia i due potenti cartelli messicani, quello di Sinaloa e l’altro di Jalisco Nuova Generazione, i più grandi specializzati nello smercio di questa droga, sia l’enorme zona grigia delle aziende del settore chimico nei distretti industriali cinesi e indiani. È così che la triangolazione si chiude.
Nato come semplice analgesico, è stato trasformato dai laboratori di mezzo mondo in una droga micidiale, cinquanta volte più potente dell’eroina, venduta secondo le regole del mercato: c’è una domanda altissima dei consumatori americani, c’è l’offerta altrettanto efficace dei gruppi criminali. Il traffico ha però assunto connotazioni transnazionali in quanto la sostanza è realizzata con elementi chimici che arrivano da Cina e India, mentre i laboratori si trovano in Messico, gestiti dai cartelli. Il coinvolgimento di Paesi stranieri ha trasformato quindi l’emergenza in una guerra diplomatica.
Il fentanyl si è diffuso da tempo nel Nord America e ha causato migliaia di decessi: nel 2023 sono stati circa 110mila. È una droga la cui realizzazione ha anche dei risvolti commerciali particolarmente favorevoli: intanto produrne un chilo costa 800 dollari, ma ne rende 640mila. In più occorrono meno persone e meno risorse, rispetto all’eroina e cocaina. Il trasporto, date le dimensioni delle pillole, è più semplice, complicando, e non di poco, il lavoro delle forze di polizia. Le pasticche sono sigillate in pacchetti di forme diverse, semplici da sistemare nei vani di vetture, camion, vagoni ferroviari.
La catena di produzione e di distribuzione del fentanyl si articola in quattro passaggi: acquisto degli elementi chimici dalle industrie cinesi e indiane; preparazione nei laboratori messicani; consegna del prodotto ai cartelli di Sinaloa e Jalisco: distribuzione nel Nord America attraverso le collaudate reti di vendita, che smerciano già cocaina ed eroina.
Come avviene l’acquisto dei cosiddetti “precursori chimici”? I cartelli messicani di Sinaloa e Jalisco attingono da un vastissimo numero di produttori, che ovviamente cambiano continuamente ragione sociale e struttura e si affidano a un numero infinito di intermediari per allungare a dismisura la catena di distribuzione. Il trasporto avviene via navi che entrano di solito nei porti messicani di Manzanillo e Lazaro Cardenas. Sono nascoste in partite di alimentari e di semplici medicinali.
E’ un sistema davvero difficile da smantellare nonostante le restrizioni adottate da Pechino negli ultimi anni. Nel 2024 le dogane degli Stati Uniti hanno sequestrato 10 tonnellate di pillole mentre le autorità di Città del Messico hanno sequestrato quasi 12 milioni di pillole.



