Trump-dazi, scoppia la guerra commerciale. E la Meloni?

lunedì, 3 Febbraio 2025
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Sono iniziate le guerre commerciali annunciate dal neo presidente Usa Donald Trump, che ha imposto dazi doganali del 25% sui prodotti importati da Canada e Messico e del 10% sui prodotti cinesi. Subito dopo, i governi canadese e messicano hanno annunciato misure di ritorsione. Il premier uscente Justin Trudeau ha dichiarato sabato sera che il Canada risponderà imponendo tariffe di contropartita del 25% su prodotti statunitensi per un valore di 155 miliardi di dollari canadesi. La misura riguarderà birra, vino, bourbon, frutta, succhi di frutta, verdura, vestiti, profumi, elettrodomestici, plastica e legname prodotti negli Usa e importati in Canada. Mentre la presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha dichiarato di aver incaricato il ministro dell’Economia di avviare un piano di risposta, che includa dazi di ritorsione sui prodotti statunitensi. Questo è solo l’inizio, probabilmente ci sarà un’escalation dei dazi, che andrà avanti fino a che qualcosa non si romperà. Eppure, secondo la Casa Bianca, i dazi sono semplicemente una risposta alla “straordinaria minaccia rappresentata dagli immigrati clandestini e dalle droghe” come il fentanyl, che costituiscono un’emergenza nazionale ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act.

E’ sconcertante a questo riguardo il silenzio della Cina Popolare, i cui funzionari fino ad ora non hanno nemmeno commentato le misure trumpiane. Ma, la risposta della diplomazia cinese, si sa, è sempre lenta e ponderata (anche se da qualche anno non particolarmente moderata). Certo i cinesi non staranno a guardare e possono fare veramente del male.

Comunque, si può stare tranquilli, fra poco toccherà all’Europa subire i dazi di Trump, stando al suo programma di governo. Finora, secondo il verbo trumpiano gli Usa sono stati molto generosi con l’Europa, sopportando un notevole sbilanciamento commerciale tutto a favore del vecchio continente. Ma, i tempi delle vacche grasse sono finiti. Per Trump, le aziende europee che vogliono vendere i loro prodotti negli Stati Uniti, devono trasferire le fabbriche in America. La nuova amministrazione punta evidentemente a far sì che gli Usa tornino ad essere un polo manifatturiero quanto meno equivalente a quello cinese. Che cosa credono i membri del governo italiano, in particolare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sono in amorosi sensi con Donald Trump e con Elon Musk? Che l’Italia sarà esentata dai dazi che Trump imporrà ai prodotti europei? E se così non fosse? In questo caso probabilmente il governo italiano tenderebbe a riallinearsi con le tanto criticate politiche dell’Unione Europea. D’altra parte, in un frangente politico ed economico così burrascoso, un paese come l’Italia non può rimanere isolato, alienandosi sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea. Guai ai soli! Non rimane che attendere la prossima sventagliata di tariffe doganali che sarà sparata da Trump e si salvi chi può.

 

 

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